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Chi è Matteo?

E’ sempre difficile raccontare se stessi, ma ci proverò: Matteo Tex e’ un “pocopiùchetrentenne”, nato in un paesino del Veneto di 900 abitanti, che a 19 anni approda finalmente nella città in cui aveva sempre sognato di vivere, Milano.
Complicato, troppo sensibile e con tante storie vissute in prima persona da raccontare. Questo sono oggi. Un giovane uomo che cerca se stesso e prova a raccontare qualcosa di sé attraverso la propria passione per la recitazione e tramite i personaggi che gli vengono affidati. E’ entusiasmante e, soprattutto, terapeutico (ride).  Nell’ultimo spettacolo portato in scena, dal titolo “AMEN”, interpreto un tossicodipendente che si prostituisce per poter mantenere la “sua regina”. E’ stato durissimo, ma mi ha permesso di tirar fuori tutte quelle brutte emozioni, sensazioni, immaginazioni, che nella vita solitamente si preferisce reprimere .
E’ quello il bello del mio mestiere : rifugiarsi in personaggi inesistenti o molto lontani da sé, per raccontare la propria esistenza.

Com’è cominciata la tua carriera nel modeling e poi quella nello spettacolo?

Passeggiavo per Via montenapoleone e un grosso agente di moda mi ha fermato offrendomi un contratto per una famosissima agenzia…SCHERZO…ma solitamente si dice cosi no? (ride).
La verità invece, è che la mia carriera da modello è nata per caso, tra i banchi dell’università. Avevo fatto amicizia con una ragazza che già faceva la modella, e mi ha convinto a presentarmi in una nota agenzia di modeling e, senza nemmeno rendermene conto, mi sono ritrovato a lavorare per i più grandi stilisti. Per molti anni questo mestiere mi ha dato grandi soddisfazioni, mi ha permesso di viaggiare, di essere autonomo, d’incontrare un sacco di gente bizzarra e fantastica ma, ad un certo punto, mi sono reso conto di non essere più appagato. Detestavo che la gente s’interessasse solo al mio aspetto esteriore, mi ero convinto di avere un mondo dentro che in qualche modo volevo condividere, e così ho iniziato a studiare il metodo Stanislavskij presso un accademia privata americana a Milano proseguendo poi la formazione a Roma, attraverso il metodo che più mi rappresenta, lo Stransberg.

Come definiresti il tuo stile?

Non sono mai riuscito e non credo riuscirò mai a seguire un unico stile…che noia!
Mi piace cambiare in continuazione e mi sento a mio agio sia quando devo indossare uno smoking, sia quando devo infilarmi una tuta.
Ciò che posso dire e’ che mi sento molto animale, istintivo; vivo, senza indossare maschere, le emozioni del momento e sto bene nella mia pelle che, a dirla tutta, non ho alcuna paura di esibire. Direi che il pudore non è una mia virtù! (ride).

Quali stilisti o brand ti rappresentano al meglio?

Amo lo stile di Dolce&Gabbana con i quali ho lavorato per molto tempo, trovo che i loro abiti siano delle opere d’arte, perchè sanno rappresentare esattamente il loro mondo, il loro vissuto. E c’è un altro stilista con il quale ho lavorato e verso cui nutrivo grande rispetto e del quale amavo ogni capo, Gianfranco Ferrè.

A cosa non sapresti affatto rinunciare?

Non potrei mai stare senza il mare, e’ una dipendenza. L’unico posto dove mi si rilassa ogni muscolo, dove smetto di digrignare, dove raggiungo, credo, una sorta di pace con me stesso. Guardando il mare trovo sempre le risposte alle mille domande che gironzolano  nella mia testa.

Un giorno ti sei svegliato e hai capito che…?

Ho aperto gli occhi e ho pensato: “cazzo ho 30 anni”! Poi mi sono guardato allo specchio, ho sorriso e mi son detto che non lascerò che la mia età anagrafica faccia invecchiare il bambino che regna nella mia mente, insomma  ho capito che non crescerò mai davvero!

La tua citazione preferita?

“Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. E’ una specie di schizofrenia”. Vittorio Gassman

In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?

Indubbiamente a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, nel periodo delle rivoluzioni sociali e sessuali. Insomma, amore libero, amore per tutti!

Per te essere una Star significa…?

Emanare una luce particolare, vivere emozioni che non tutti accetterebbero di vivere, nel bene e nel male e saperle condividere.

Quindi la tua Star è…?

Marlon Brando! Quando recita, dai suoi occhi esce tutta la verità, tutto il suo bisogno di raccontarsi, viveva appieno i suoi personaggi, con un carisma inimitabile! Una Star pura!

Intervista: Alessandro Nava
Ph. Simon Minardi