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By Redazione
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Se c’è energia, c’è creazione. Non importa da dove scaturisca o verso cosa converga: la si avverte nelle persone e nelle cose, è l’ispirazione con la quale modelliamo il mondo davanti ai nostri occhi. E proprio perchè non è decifrabile e classificabile che continuiamo a reinventarci e sperimentare. Quello che ci spinge non è il raggiungimento di un obiettivo, ma il confine che non vediamo l’ora di superare.

Chi è Marta Lanzillotta?

Una persona che fin da bambina ho catalizzato ogni mia energia e ogni istante all’arte, in generale…in ogni sua forma. Sono cresciuta “casalinga” e ho avuto un’infanzia forse un pochino atipica rispetto ad altri miei amici o coetanei. Mamma commercialista, dopo la mia nascita aveva deciso di lasciare il lavoro e papà (al contrario) per anni ha lavorato molto e fuori città. Mamma non guidava, passavamo intere giornate a casa e papà tornava solo la sera, per cena, ma tutti i giorni portava ovetti Kinder o altri giochi. Ho avuto un’infanzia felice, serena e piena d’amore ma non ho frequentato la scuola materna. Ho studiato a casa e ho fatto la “primina”, andando direttamente in seconda elementare.

Ero timidissima, ma avevo una fantasia fuori dal comune e una irrefrenabile voglia di creare, organizzare feste e (paradossalmente) stare al centro dell’attenzione. Procuravo materiale anche per gli altri bambini, per poterli coinvolgere nei miei “progetti”. Soprattutto riguardo alla formazione di una girl-band musicale, esattamente in pieno mood 90s. Sono stata però anche abituata a gestire il tempo e a giocare molto da sola: forse è per questo che (anche nel lavoro) sono un spirito libero e le regole mi vanno davvero strette. Sono disordinatissima ma, nella mia mente, è tutto programmato al millesimo. Vivo ogni cosa agli estremi e sono un po’ assurda ma non so darmi freni. Sono stata sempre scatenata e iperattiva…un vulcano di idee che vorrebbe fare tutto e non molla finché non arriva alla meta! La musica però è, da sempre, la mia vera passione e forse proprio per questo l’ho tenuta più nascosta. Troppo intima! Il periodo dell’adolescenza, dove quasi tutti ci sentiamo più ridicoli e vulnerabili, li ho passati quasi vergognandomi del canto perché amici e parenti non capivano questa voglia di esibirmi volendo però rimanere una autodidatta.

“Se non studi, come fai?”. Così, di nascosto, ho fatto tutto da sola. Sempre sola e testarda come pochi. Ho vinto alcuni concorsi e un mio inedito è anche stato pubblicato (per un anno) su Itunes ma cantavo con uno pseudonimo e non l’ho mai detto; non sono mai voluta scender a compromessi, né in moda e né in musica. Ho detto tantissimi “no” e ho preferito restare a mani vuote piuttosto che fare qualcosa di cui non sarei stata certa o che non avrebbe rispecchiato la mia personalità.

E la moda invece che ruolo ha avuto?

La moda mi diverte ma non l’ho mai intesa da fashion victim. Al contrario, il periodo della scuola, è stato traumatico perché il mio gusto non era esattamente in linea con quello dei miei compagni; certo, avevo capi fantastici e ogni tipo di novità ma li mixavo con altro che piaceva a me e le mie icone non erano propriamente classiche! Potrei dirvi Christina Aguilera ai tempi di “Dirrty”, giusto per rendere l’idea. Il mito di LA e delle star hollywoodiane ha, inconsapevolmente, condizionato tutte le mie creazioni e orientato il mio gusto. Ho sempre avuto le mani bucatissime…decisamente viziata con, nell’armadio, più dell’inimmaginabile e del possibile. Troppi capricci di cui oggi, forse, me ne vergogno un po’ ma diciamo che ho sempre avuto un senso estetico molto sviluppato.

Gli studi umanistici universitari hanno ancor più accresciuto l’amore per l’arte e il vero problema, oggi, è che vorrei fare tutto. Ogni giorno ho idee nuove… anzi, ogni secondo! Vivo una corsa affannata perché vorrei giornate di mille ore per poter fare tutto e invece rimango sempre con un gran senso di insoddisfazione perché (anche quando raggiungo gioie), penso che ho “perso tempo” per fare altre cose. Insomma, sono un casino, perennemente alla ricerca del gesamtkuntzwerk. Di una cosa sono certa: moda e musica non potranno mai essere disgiunte! Alle scuole medie avevo fondato un gruppo con due miei amici: i “The Angel of Darkness”. Chiamavo ogni giorno Select di Mtv per fare le scelte musicali e per parlare di moda. Mi disegnavo con un microfono in mano, tatuata e con abiti di scena da red carpet; mi vedevo così, una rockstar che si faceva da stylist. Ricordo che ascoltavo molto gli Evanescence e Amy Lee raccontava di cucirsi gli abiti per i suoi live: volevo diventare come lei! Per ora tutto ciò mi diverte, ma se mi dovessi stancare non avrei alcun problema a cambiare strada o reinventarmi. Vorrei avere sempre qualcosa di nuovo da dire e non puntare alla visibilità a tutti i costi…

Come mai hai deciso di unire queste due passioni?

In realtà non è stata una vera scelta, ma piuttosto un’evoluzione naturale. Era da tanto tempo che pensavo di riprendere in mano il disco che avevo iniziato a scrivere nel 2010; poi però scuola, lavoro e mille altre cose hanno creato un nodo in gola e non riuscivo più nemmeno a dire la parola “canto”. Volevo quasi dimenticare questa mia passione perché non sapevo in che modo assecondarla…non volevo più andare avanti solo per me stessa; volevo condividere tutto ma non avevo idea di come fare. A marzo, in Polonia, stavo decidendo con la mia pr (una delle pochissime a conoscere il mio passato musicale) e papà il soundtrack da usare durante la sfilata di “MaDamm”. Avevo pensato ad un paio di brani che però, durante il sound-check, non funzionavano…così, loro mi hanno convinta ad usare il mio primo inedito, A Drop , in chiusura… è stato un delirio! Vedere le modelle giocare in passerella sulle note della mia musica e sentire gli applausi è stata un’emozione indescrivibile. A giugno, ancor più per gioco, ho inviato una mail a ZTC per un progetto di sound design. La masterclass sarebbe stata tenuta da Morgan che, praticamente, è uno degli artisti ed esseri umani che più amo e stimo. Nella mail scrivevo che, tecnicamente, non sapevo fare nulla! Non avevo nemmeno un pc e l’unica cosa che ero in grado di fare era scrivere e cantare. Ho allegato un mio brano e qualche ora dopo mi son vista arrivare la mail di conferma convocazione: impazzita! Ho passato una settimana di lavoro intenso ed indescrivibile, conoscendo persone fantastiche che mi hanno dato una carica immensa e mi hanno fatto capire quanto il mondo musicale sia puro e totalmente libero da ogni condizionamento. Eravamo lì, uniti solo dalla passione e dalla voglia di esprimerci e confrontarci. Ho aperto un concerto di Morgan a Trezzo D’Adda, cantando un inedito scritto durante la masterclass. È stata la scintilla che mia ha fatto riprendere in mano il disco, immediatamente: l’ho finito in pochissime settimane e registrato in poche ore… testo adattato senza prove, per la serie “buona la prima. Non mi era mai successo!

 

Ci sono figure in moda o musica a cui ti ispiri o con cui vorresti collaborare?

Troppi! Pochissimi però nel mondo moda… qui, direi che è l’arte in genere ad ispirarmi e le atmosfere di Los Angeles. Anche Parigi. Sembra un mix strano ma per me funziona! Adoro gli anni ’80 e penso sempre a come sarebbe stato vivere in California in quel periodo… finire per caso in un club dove, all’improvviso, salgono sul palco i Red Hot Chili Peppers ad esibirsi vestiti solo con un calzino! Scherzi a parte, loro sono la mia più grande fonte d’ispirazione e nonostante li abbia conosciuti personalmente e ci vada pure a cena una volta l’anno (Marta è foundraiser del conservatorio di Silverlake di Flea ed Anthony Kiedis dal 2011, ndr) rimango sempre senza parole quando li vedo e credo che abbiano condizionato quasi la totalità delle mie scelte. Adoro Marcelo Burlon, una personalità incredibile e avanguardista. Il suo modo di rapportarsi a noi giovani e al mondo è incredibile e, come me, ama unire più arti rimanendo fedelissimo alla sua visione e alle sue origini. Ecco diciamo che, oggi, è la figura a cui mi sento più vicina e con cui morirei di gioia se dovessi riuscire anche solo a parlargli di alcuni progetti… lasciatemi sognare, dai! Anzi, ne snocciolo un’altro: aprire un live dei Peppers o cantare, duettando con Anthony, Venice Queen. L’ho già fatto, sapete?! A 12 anni ho registrato, da sola, una versione “duetto”, inserendo le mie parti vocali nel brano…una figata!

Sei legata a Brescia, la tua città, ma hai viaggiato molto… pensi mai a trasferirti?

(Marta alza gli occhi al cielo e sorriso sghembo). Ecco, no. O meglio, in passato, volevo andare a Los Angeles. Essere in grado di trasferirmi e vivere lì. Assolutamente autonoma ed indipendente. Oggi decisamente no e non è nelle mie priorità. Amo molto la mia città, anche se ne riconosco tanti difetti… è provinciale, un po’ fredda e pettegola ma la amo. C’è tutto ciò di cui ho bisogno e mi sento tranquilla. LA è il mio porto sicuro, è casa. Mi basta vederla una/ due volte l’anno per brevi soggiorni in cui ricarico le pile al diecimila percento e poi torno a Brescia. Se vivessi in California, finirei per odiarla perché avrei gli stessi grattacapi e la stessa routine che ho in Italia ma sarei anche lontana dai miei affetti. Non credo mi basterebbe una camminata a Big Sur per essere felice e quindi, per ora, no. Altri posti non li prendo nemmeno in considerazione… nemmeno Milano! Anzi, credo sia l’ultimo posto in cui mi trasferirei. È una città che mi piace, se presa a piccolissime dosi. Ammiro chi riesce a crearci un suo microcosmo e a viverla appieno perché è un cantiere di possibilità incredibile, ma non fa per me. Già solo il traffico e la difficoltà di spostarsi in auto, per me, sarebbe un delirio! Ho fatto la pendolare con Milano per tanti anni, prima per shooting e poi per lavoro in showroom. Per appuntamenti e per l’Università, ma ora stop! Ho voluto piantare le basi a Brescia, aprendo lo showroom di MaDamm a due chilometri da casa!

 

Progetti o sogni futuri?!

Tantissimi! Felicissima della collaborazione “MaDamm X TBS”, creata con il team di Chiara Ferragni. Con The Blonde Salad andremo avanti a lavorare. Penso alle proposte che mi sono state fatte per partecipare alle prossime Fashion Week e ho in programma anche la realizzazione del videoclip per il mio primo singolo e l’evento per presentazione ufficiale del disco (che uscirà il 7 Dicembre in tutti i digital store e, successivamente, anche in copia fisica, ndr). Un grandissimo sogno rimane quello di tornare ad insegnare. Ho lasciato per mancanza di tempo ma, ecco, quando insegnavo, ero proprio soddisfatta! Avevo tre classi… ragazzi delle scuole superiori che mi chiamavano “Profe’”. Situazioni molto problematiche ma che ero felice di saper gestire. Insegnavo Storia dell’Arte/ Moda; tecniche audio/ video; fotografia e altri laboratori. Chissà, più avanti vedremo…

Ph & Concept: Francesca Pedrini
Outfit: Model’s Personal Archive