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By Redazione
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Ho iniziato a lavorare come modello subito dopo il diploma di liceo linguistico. La prima agenzia con la quale firmai un contratto di esclusiva nazionale fu la Riccardo Gay, con sede Milano. Prima era qualcosa di inavvicinabile, un mondo un po’ a sè, poi a 17 anni ho iniziato a manifestare un interesse sempre più crescente per la moda, preferendo le sfilate ai servizi fotografici: quello che volevo era vivere la carica e la tensione che si respira in passerella.

Con l’esperienza e il passare del tempo ho imparato a comprendere che la parte più bella di questo lavoro sia il fatto di poter conoscere persone nuove ogni giorno, viaggiare e rapportarsi con realtà e culture differenti quotidianamente. La maggior parte delle persone che ho incontrato e incontro tutt’ora hanno una storia da raccontare. Questo ambiente permette di vivere esperienze uniche ma anche contrastanti tra loro, ti portano sempre a doverti reinventare e quindi è impossibile annoiarsi. Di contro, qualche lato negativo c’è. Forse è una cosa che ho riscontrato solo io, ma ti capita di proporre la tua immagine al massimo, mostrando personalità e carisma di fronte a un fotografo o uno stilista, non avendo però la possibilità di mostrare il 100% di te stesso. È poi è una giungla. Ci sono casi in cui un casting può durare anche solo qualche minuto quindi le possibilità di essere selezionati si abbassano nel momento in cui migliaia di modelli concorrono per lo stesso cliente.

Cos’è per me la moda? È un teatro di opinioni contrastanti riguardo al “concetto di stile”. Molti lo associano all’immagine classica che non tramonta mai, altri sono convinti che la moda esista proprio per cambiare lo stile delle persone, colpire con un qualcosa che sia in continuo mutamento, che tramonti e che poi risorga sotto altre forme. Per me lo stile deve essere individuale. Si viene sicuramente influenzati da quello che la moda propone in un preciso momento, ma alla fine ognuno deve essere libero di interpretare ed esprimere la propria personalità come meglio crede. Personalmente ricerco la “libertà d’espressione” più totale, senza regole prefissate da “accostamenti cromatici” o “regole canoniche del classico”. Mi piace abbinare una giacca in pelle nera vintage con una maglia a tinta unita o ad una camicia più impegnativa: basta rimanere sempre giovanili e moderni.

In questi anni ho avuto l’opportunità di lavorare in posti differenti e molto interessanti sia come location che come tipologia di immagine richiesta dal cliente. Fra gli shooting più strani mi ricordo di un servizio fotografico durante il quale ho dovuto posare su una lastra di vetro trasparente mentre il fotografo scattava sotto di me. Un’altra esperienza unica fu durante un servizio scattato a migliaia di metri d’altezza in Tibet: era il lookbook per alcune giacche invernali, e tutti i modelli furono costretti a respirare con l’aiuto di bombole d’ossigeno.

Dal 2008 ho scoperto un continente ricco di occasioni, contenitore per un mercato in continua crescita: l’Asia. La mia prima meta fu Hong Kong e successivamente ho avuto la possibilità di visitare molti altri paesi come: Singapore, Taiwan, Tailandia, Corea, Cina e città come Shanghai, Pechino e Guangzhou. La Cina, specialmente, è un paese in continua crescita e sviluppo, non solo dal punto di vista economico ma anche culturale e umano.

In Italia torno per circa uno o due mesi l’anno e quindi la mancanza si fa spesso sentire. Non nega che se potessi avere gli stessi risultati in Italia sarei molto felice di tornare in maniera definitiva. Di certo non rimpiango tutti questi anni all’estero perché per me sono stati una risorsa inestimabile, ma spesso capita che senta nostalgia di casa e delle sue tradizioni. Al momento la mia casa è Pechino ma un giorno spero di poter tornare in Italia e magari avere la fortuna di poter raccontare la mia decennale esperienza asiatica.

Ph: Fausto Di Pino
Concept & Style: Marco Castelli
Mua: Erisson Musella
Brands: Ovvoptics, Givenchy, Hermes, Marco Castelli Collection, Zara, Borsalino, Calavera Eyewear, Franco Pugi, Tombolini, Sartorial Monk, Tom Ford, Church, Mauro Blasi

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