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By Matteo Squillace
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Consapevole, carismatica, classy, naturalmente diretta. Clizia Incorvaia mi fa capire subito che non ama le classificazioni di genere. “Il termine influencer non mi piace proprio. Sembra che quello che faccio sia relegato solamente ai social, che devono rimanere il mezzo e non il fine”. Il suo accento siciliano è coinvolgente, il ritmo delle parole è incalzante e a un certo punto sembra che sia lei stessa a condurre l’intervista e offrire nuovi spunti. “La gente non legge o non si informa? Non sono d’accordo: quello che secondo me non funziona è il modo in cui vengono filtrate le informazioni. Per natura siamo animali curiosi, e la curiosità va continuamente alimentata”.

Quindi è vero, una mamma può tranquillamente conciliare una carriera lavorativa “diversa” come la tua e l’impegno di essere un genitore presente…

A differenza di quello che si può pensare, mia figlia Nina mi ha dato l’input per aprire il mio blog e permettermi di avere un numero sempre maggiori di contatti sul web. Durante tutta la gravidanza ho dato consigli ad altre “fashion mamme” su come vivere al meglio i mesi precedenti al parto. Si è creato così un villaggio globale per future madri che stavano affrontando grandi periodi di depressione vedendo il loro corpo che si trasformava e non sapendo come fare a gestire i repentini cambi d’umore. Io, che mi sentivo molto più sexy in gravidanza rispetto a oggi, ho cercato di trasmettere un po’ di felicità e sostegno. Certo, non si può negare che un figlio ti cambi radicalmente la vita ma se parti col freno a mano tirato farai il doppio della fatica. Da lì in poi è stato un susseguirsi di esperienze positive: Pechino Express nel 2016, poi ho iniziato a collaborare con svariate aziende di moda e brand di altri settori che fossero in linea con il mio pensiero e le mie competenze.

 



E da qui mi aggancio alla prossima domanda: scorrendo la tua pagina di Instagram mi sono imbattuto in una caption che recitava “Il grande circo della moda”: voleva essere una critica al sistema o solo una provocazione?

Guarda, io vivo tutto molto alla leggera: certo, quella frase vuole essere una provocazione ironica ma che deve far riflettere. La moda per me è un gioco, è un contenitore interessante ed uno specchio sociale, se ci pensi: quando però arriva la Fashion Week tutto questo si amplifica fino a raggiungere certe volte dei picchi quasi grotteschi. Vedi proprio che a dominare è la sfrontatezza d’essere. Più stravagante appari fuori dalle sfilate più hai possibilità di finire su qualche magazine internazionale, ma le tue conoscenze e il tuo rappresentare qualcosa finiscono immediatamente in secondo piano. Poi sui social mi piace giocare con le parole, uso un linguaggio fresco per non cercare di apparire troppo saccente o noiosa: dopo un po’ che ti dai delle arie e pensi di vivere in un mondo tutto tuo la gente si stufa e non ti calcola più. Nella vita come nei social. D’altra parte, cerco di non cadere nei cliché di Instagram…

A cosa ti riferisci?

Mi riferisco all’appiattimento generale dei contenuti che intasano le bacheche dei nostri smartphone. Si fa quasi prima ad aprire Instagram piuttosto che andare su Youporn: la gente si è stufata pure di quello. Qui però andrebbe fatto un discorso totalmente a parte…

 

Coinvolgere, creare discussione e incuriosire attraverso i social è un lavoro a tempo pieno: come interagisci con i tuoi follower?

Più si è aderenti alla realtà più si hanno riscontri positivi: quando sono Clizia, nuda e cruda (e l’ho sperimentato alcune volte anche in negativo) arrivo maggiormente alle persone che mi seguono. Ti dirò poi che non sono le foto di un “lato b” a portarmi più like, anzi, la gente magari si stupisce quando posto una foto un po’ più provocante. Devo dire che, rispetto alla media, ho dei follower veramente educati e gentili: ad esempio, nei messaggi di Instagram non mi capita mai di ricevere commenti in privato scabrosi o altro. Specialmente gli uomini sono i più attivi nel chiedere informazioni su cosa indosso o lasciare dei complimenti sui miei look.

Hai partecipato a svariati programmi televisivi ed hai un solido passato come modella: ti è capitato di notare che proprio in tv probabilmente manca un format che faccia da lente d’ingrandimento sul fashion system? Forse la gente non crede più in questo canale di comunicazione? Sui social si parla tutti i giorni a qualsiasi ora, mentre la tv sembra ormai un po’ abbandonata a se stessa…



Sono d’accordo, e ti spiego anche a mio avviso dove sta il problema: negli ultimi dieci anni la tv italiana si è limitata a riciclare lo spartito della junk tv d’oltreoceano. Basta fare un po’ di zapping per rendersi conto che la nostra televisione – salvo rare eccezioni – ha uno standard qualitativo bassissimo. La televisione una volta profumava di pane appena sfornato, una metafora secondo me calzante. Non so se ti ricordi “Moda” su Italia 1. Io ero piccolissima, ma quando passava in tv non c’erano bambole che reggessero il confronto. Mi sedevo e sognavo vedendo le immagini sullo schermo: ora è tutto preconfezionato, e se ne accorge anche lo spettatore. Continuano a darci in pasto reality show di ogni tipo e gare canore, ma io sono convinta che il pubblico voglia altro…

Del tipo?

Lo vedo da chi mi segue sui social, da quello che chiedono, dalle domande che mi fanno. Io credo che in questo momento ci sia bisogno di rivoluzionare un po’ la comunicazione partendo proprio dalla tv, rifacendosi ai programmi di venti anni fa con una chiave più interattiva, più young. Anzi, se vuoi scrivilo pure, io sarei felicissima di condurre un programma del genere: in testa ho già tutto lo script.

 

A questo punto, viaggiamo un po’ con la fantasia: come si articolerebbe il programma tv condotto da Clizia Incorvaia?



Nelle mie instagram Stories parlo di beauty, moda, viaggi e cibo: tematiche trovo perfette per il piccolo schermo. Ovviamente non deve mancare l’interazione con lo spettatore. La gente ha voglia di sapere e di soddisfare le proprie curiosità sulle quali investire poi il proprio tempo libero. C’è voglia di cultura, c’è voglia di scoprire il mondo: quindi se vai incontro a questi interessi non puoi rimanere insoddisfatto.

Ph: Serena Pirredda
Hair: Roberto Gilardoni
Outfit: Domenico Cioffi, Les Copains, Ita Kli, Msgm