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By Giuseppe Trapani
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TV

Rete 4 cambia “pelle” e lo fa con decisione, sparigliando positivamente – in qualche maniera – le carte del gioco televisivo. Per Mediaset si tratta della costruzione di una sua “terza rete” così come accadde nella fine degli anni ’80 con l’epica direzione di Angelo Guglielmi. Rete 4 punta quindi su  informazione e divulgazione. Ma si vuole azzardare un cambio di stile deciso e – assicurano a Mediaset –  si promette “una rete non politica né cerebrale ma emozionante, coinvolgente, appassionante e piena di colori che utilizzerà lo stesso linguaggio per esplorare mondi diversi, dalla cronaca nera, alla politica, all’economia e via dicendo”.

“Il racconto della vita mentre la stai vivendo” è il claim del canale direttore da Sebastiano Lombardi – ripensato a vocazione giornalistica, puntando tutto sull’infotainment e piazzando una squadra che va da Barbara Palombelli a Nicola Porro passando per Gianluigi Nuzzi, Roberto Giacobbo e Piero Chiambretti. E sopratutto dando vita a un nuovo telegiornale la cui direzione è stata affidata a Gerardo Greco, trasferitosi a Cologno Monzese dalla direzione del Giornale Radio Rai.

Con questo reboot il tasto quattro del telecomando lancia oggi il suo guanto di sfida al tasto sette, ossia alla rete di Cairo e Mentana: vedremo infatti diversi duelli televisivi (Palombelli vs Gruber in access time, Greco vs Formigli al giovedì) dai quali poter sondare il gusto del pubblico sulla capacità di costruzione dei fatti da parte dei programmi. Non è facile fare informazione televisiva in questi anni poiché è cambiata nel profondo la stessa politica italiana, diventata più narcisista, evanescente e sopratutto self-publishing attraverso i social e le dirette video. Per la televisione questo è un problema che in gergo si dice “epistemologico” cioè se esiste un’unicità del giornalismo televisivo o è solo un megafono ad oggi più performante degli altri schermi.