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By Giuseppe Trapani
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TV

“La mia è una voce sola ma riassume quella di tutto il mondo”. Sono le prime parole del discorso della luna pronunciato – a braccio – da Giovanni XXII rimasto memorabile in una sera autunnale del 1962. Questo e altro su Papa Roncalli nel bel ciclo appena conclusosi sui grandi Papi trasmesso dal canale NOVE (adesso visibile su Dplay) con l’obiettivo di raccontare i pontefici in prima serata nell’ambito di un format basato su immagini di archivio, aneddoti e testimonianze come quella emozionante di Carlo Verdone, presente in quella piazza proprio quella sera. Una puntata che in molti hanno apprezzato per diversi motivi, anzitutto per la post-produzione e il montaggio nel quale si alternavano le “teche” originali con riprese inedite e ricche di effetti del momento, il tutto – sempre in chiave pop – arricchito da una colonna sonora in stile epic-cinematic che tanto piace al film making contemporaneo. In questo senso, questi racconti editati dal gruppo Discovery sono pensati per intercettare e trattenere il target di rete non avvezzo a prodotti simili.

Ho apprezzato la visione di immagini meno note come quelle che hanno testimoniato l’attenzione alle esplorazioni spaziali, in particolare le imprese dei cosmonauti russi a bordo delle astronavi Vostok, e l’incontro con gli atleti disabili durante le Olimpiadi di Roma del 1960 che si è configurata di fatto come la prima paralimpiade dell’era moderna. Pezzi di ripresa sorprendenti ed emozionanti. Ma c’è anche un qualificante elemento di scrittura: seguendo la modalità witness con le testimonianze più vicine al Papa buono, si scopre che il suo mitico segretario Capovilla era un personaggio meno romantico di quanto si pensi come era logico ipotizzare in quanto nel mezzo tra la profezia del pontefice e certi ambienti curiali. Così come la stessa figura del pontefice bergamasco si emancipa dai soliti e già noti stereotipi didascalici per rioffrirsi in tutto il suo spessore politico (la crisi di Cuba, l’enciclica Pacem in Terris, lo speciale rapporto con gli ebrei, la conoscenza del mondo ortodosso e musulmano, le missioni diplomatiche a Istanbul e Parigi, le prime mediazioni di un’Italia industriale nel distretto di Venezia etc.).

Un bella proposta quindi per il canale NOVE che allarga il palinsesto della rete, lo accosta alle altre generaliste e in qualche modo lo disintossica dai generi su cui ha costruito la sua offerta, sopratutto i food show. Che il NOVE sia in fase detox dai soliti chef stellati in video? Non lo sappiamo, ma è certo che dopo le abbuffate natalizie, non parlateci di cibo per favore.