TVLand – Notre-Dame: l’incendio che non deve prevalere

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By Giuseppe Trapani
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TV

Il tutto in una scintilla che diventa fiamma, che si trasforma nel fuoco divorante la guglia, le volte. E in pochi minuti la quiete del ciclico televisivo fa fare una inversione a U del palinsesto. Dalla primissima agenzia – il lancio – fino alla non-stop anzitutto delle All News e a seguire le generaliste. Un copione che non si può manipolare e al quale ci si aggrappa attoniti. L’avanzata delle fiamme, i collegamenti in traduzione simultanea con i network francesi (France24, BFM TV per fare un esempio) ma anche i corrispondenti italiani a Parigi. A cui si aggiungono le parole di troppo, i post complottisti degli anti Macron, le sciocchezze dei tweet di Trump, le trepidazioni politically correct dei politici. E poi ci sono gli spettatori che guardano, piangono e pregano in coro.

Il pubblico così – come per i cittadini e i turisti a Parigi con gli occhi all’insù – si è stretto nella tragedia con tutti gli schermi in proprio possesso: RaiNews 24, Skytg24 e TgCom 24 hanno fatto “coverage” (copertura) fino a tarda notte, Rai1 ha proposto uno speciale condotto da Francesco Giorgino, Rete4 aveva già Nicola Porro che non ha perso tempo. Tutti ci hanno portato davanti a quelle pietre roventi nel cui fuoco devastante ci siamo ritrovati come se davvero una parte di noi chiamata memoria si bruciasse e si consumasse. In fondo è la paura di questi tempi la dimenticanza perpetua, l’eterno presente della SocialCrazia che non sa distinguere una cattedrale gotica da un garage spacciato per tempio, un romanzo di Hugo o Auster da un libro Harmony pur rispettabile. Ma non è così fortunatamente per noi.

Notre-Dame è magia per la moda (si parla già di colossi che offrono milioni di euro per il prossimo restauro), la location per film e serial, una scenografia appuntita come le sue guglie e morbida e celestiale come le sue vetrate aperte al cielo. Da questo ground zero – dice la tradizione – partono tutte le strade di Francia e dopo questo incendio tutti andranno a Notre Dame per rivederla bella come un tempo.

Notre-Dame – come scrive Riccardo Cocciante nella sua opera musical omonima – statua musica e poesia, e nonostante l’inesorabile Grande Fratello andato in onda senza ci fosse un ieri e un domani, abbiamo simboli da tenere vivi perché ci raccontano la storia, sono simboli che l’inferno di fuoco in mondovisione non estinguerà.

Sarà sempre tempo delle cattedrali…