Sandro Mayer: quello che si sente
30 novembre 2018
Arrigo Baj: case con l’anima
4 dicembre 2018

By Giuseppe Trapani
03 Dicembre 2018

TV

Non era facile sulla carta l’operazione Nero a metà: sopratutto su RaiUno, il cui pubblico affiliato viene soddisfatto sempre nei suoi palati. Da anni il crime della rete ammiraglia si divideva manicheamente in due fazioni distinte nettamente per pubblico e sopratutto per gusto estetico e linguistico.

Ci sono infatti quelli del noir puro, i cosiddetti impegnati alla Montalbano la cui macchina drammaturgica viaggia ormai col pilota automatico. In questo filone del nero-nero (come il cioccolato fondente per capirci) ci mettiamo anche I bastardi di Pizzofalcone (o Rocco Schiavone su RaiDue) che si declina in un registro di inquietudine che mai abbandona lo spettatore. Specularmente oltre che diametralmente al nero-nero in questi anni RaiUno ha proposto una sorta di Nero-al-latte (vengono in mente titoli come anzitutto Don Matteo ma anche prodotti come L’allieva, Una pallottola nel cuore e Non dirlo al mio capo) che riempie il pubblico di sentimento zuccheroso e rassicurante.

Con questo alto tasso di glicemia narrativa (fatto di personaggi e canovacci nazional-popolari visti e prevedibili) un eventuale omicidio assurge al ruolo di tappezzeria e certe volte non riesco a capire se in queste fiction l’atto criminale ci sta per puro sbaglio o sia ingrediente imprescindibile per lo sviluppo della storia ma ad occhio non mi sembra. E poi ti arriva la sorpresa che riempie il palato fine e impertinente, quelli del non solamente fondente ma veltronianamente anche al latte: e a quel punto appare sugli schermi il Nero a metà, la fiction con Claudio Amendola!

Related Post