TVLand – Italia’s Got Talent: quando Sky sa fare show

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TV

In televisione – come per il tonno – non si butta niente ma di certo la “cucina” di un programma è importante, il modo di produrre insomma. Italia’s Got Talent passato su Sky ha avuto lo stesso destino di XFactor migrato dalla Rai. Si sono trasformati da programmi a show, seriali ma confezionati come eventi, luccicanti e magnetici (e il confronto con La Corrida del pur bravo Calo Conti è impari , per essere benevoli e usare un eufemismo)

L’edizione di quest’anno ha visto – in buona sostanza – più vincitori: quello ufficiale è il pianista Antonio Sorgentone, virtuoso e incendiatore di palchi, col suo stile eccentrico alla Jerry Lee Lewis, super votato nelle puntate precedenti da Mara Maionchi che ancora una volta ha dimostrato un grande fiuto. Sorgentone si è rivelato così bravo da chiedersi dove vadano i discografici tra un talent musicale e un altro. Poi – a leggere i tanti commenti – vi è un vincitore morale, quella sorta di “icon” senza il manufatto del trofeo ma con l’alloro del pubblico e della critica. Stiamo parlando del poeta slammer Simone Savogin, una sorta di “rapper dei versi”. La decantazione delle sue poesie hanno ipnotizzato la platea e il pubblico in casa (e anche me).

Ma i veri vincitori del programma è la giuria, il cardine della trasmissione come – specularmente – il cuore di un reality è il cast. Qui le parti sono invertite e il mix di temperamenti tra Bisio, Matano e le nuove entrate Maionchi e Pellegrini hanno scritto un talent splendido, divertente, pieno di pathos. Italia’s Got Talent conferma comunque questa capacità di produzione dell’intrattenimento contrariamente a certe proposte delle tv generaliste: è come se in Rai o Mediaset si vada al ribasso autoriale cercando le morbosità a basso costo sulle spiagge di isole lontane o ripetendo schemi già visti (La Corrida o Ciao Darwin). Durante la finale poi un memorabile numero di quel genio che è Gigi Proietti con lo sfottò esilarante dei testi di Achille Lauro o The Giornalisti, tutto da guardare

Su Sky insomma si fanno poche cose ma buone. Che ci siano autori non allo sbaraglio?