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By Giuseppe Trapani
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TV

Prendi una classe delle superiori in un giorno qualunque prima degli esami (quasi sempre una quinta), fai suonare la campanella e falli accomodare. Poi si apre la porta e ti entra lo special guest, il supplente che non ti aspetti. Ne nasce una bella contro-narrazione dopo mesi intossicati di minacce ai professori, bullismi deprecabili, polemiche e mortificazioni della categoria. Sulla scuola, la TV prova traiettorie linguistiche più asciutte con una retorica che non esonda e che funziona.

Questo è Il Supplente di RaiDue, il canale che nel bouquet delle sperimentazioni tenta di fare passi avanti. Nella prima puntata due lezioni tenute da Roberto Saviano e Mara Maionchi, un mix di registro formidabile per contenuti e stile. Lo scrittore impegnato e la producer musicale carismatica hanno infiammato gli animi della classe, instillato pensieri costruttivi lasciando quel famoso segno nel cuore dei giovani. Anni fa lo avremmo scritto nel diario mentre oggi lo scrivi nelle stories sui social ma è la stessa fenomenologia di quando i banchi di scuola si rianimano di passioni e inquietudini.

Certo la televisione ci mette del suo e tuttavia RaiDue non ha commesso gli eccessi del pur accettabile esperimento de Il Collegio dopo il primo sussulto di novità. L’idea di fondo è interessante, e in particolare funziona molto – attraverso quel gioco di intercettazione del parlottio tra compagni – la regia focalizzata sulla “reazione” degli studenti. E poi – curiosamente – il programma ci fornisce (se esiste) il tasso di autorevolezza del supplente incaricato: non è passato inosservato di quanto Mara Maionchi insegni con grande autoironia mentre Roberto Saviano si prenda (sempre, ovunque, solo e troppo) sul serio.