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By Giuseppe Trapani
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È il colle più alto della capitale, metafora di una figura istituzionale di altissimo valore perché “rappresenta l’unità della nazione”. Stiamo parlando del Quirinale, dimora del capo dello Stato ma anche la casa di tutti gli italiani. Dentro quelle mura (un tempo antico i Papi, poi vennero i Savoia e dal 1946 il presidente della Repubblica) tutte le forze democratiche trovano un posto e solo lì agiscono non  per contrapposizione ma per negoziazione e tentativi di sintesi fra posizioni opposte. Rai Storia propone con  l’operazione Buonasera Presidente, una docu-fiction straordinaria – per linguaggio e contenuto – sulla nostra giovane repubblica aperta alle sfide  di oggi e del domani.

Il progetto è una serie per raccontare 10 presidenti della Repubblica italiana, da Enrico De Nicola a Carlo Azeglio Ciampi, più Alcide De Gasperi che ha ricoperto il ruolo di capo dello Stato provvisorio per un periodo molto breve nel 1946. A dare corpo ai presidenti in questo serial sono attori di grande intensità come Antonello Fassari che dai Cesaroni e da Romanzo criminale passa a interpretare  Francesco Cossiga, Antonio Catania (Boris, Squadra Mobile, L’ora legale) che diventa Oscar Luigi Scalfaro, Sergio Pierattini che salta da I delitti del Bar Lume alle vesti di Luigi Einaudi. Giorgio Colangeli è Carlo Azeglio Ciampi, Paolo Sassanelli interpreta Giuseppe Saragat, Thomas Trabacchi Sandro Pertini, mentre la parte di Alcide De Gasperi è affidata a Paolo Ricca (Il capo dei capi, 20 sigarette).

La docufiction – dal punto di vista drammaturgico – è tenuta insieme da un paradosso in cui coesistono due categorie in se stessi contrapposte: l’impossibile e il certo. Da un lato infatti le interviste impossibili ai presidenti dinanzi a Filippo Ceccarelli ma dall’altro un racconto filologicamente ineccepibili in quanto gli inquilini illustri del Quirinale rispondono sempre con parole da loro realmente usate (ipsissima verba) che gli autori, con la consulenza degli storici Sabino Cassese e Alberto Melloni, hanno tratto da discorsi pubblici, libri di memorie, colloqui con giornalisti. Ad arricchire e irrobustire la ricostruzione le “testimonianze” di familiari, amici e consiglieri dei vari presidenti come Gabriella Ciampi, Ernestina Saragat, Matteo Sardagna, Maria Cecilia Gronchi, Mariotto Segni, Maria Romana De Gasperi, Anna Maria Cossiga, e di tanti personaggi del mondo delle istituzioni e non solo, come i politici Emma Bonino, Marco Follini, Mauro Mellini, Nicola Mancino, Rosy Bindi, Luigi Zanda, il Giudice della Corte Costituzionale Giuliano Amato, Monsignor Vincenzo Paglia e altri ancora. 

Oltre che alla sua fisiologica funzione storico-divulgativa Buonasera Presidente è un esperimento di scrittura riuscito, una collezione di testi scritti e dichiarati ai media  senza il rischio di letture psicologiche ulteriori. Quando la politica è vera, le parole sono pesate, ponderate e consequenziali ai pensieri non c’è bisogno di farsi consolare da altre voci narranti. Basta ascoltare e vedere spegnendo lo smartphone per almeno il tempo della puntata.