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By Giuseppe Trapani
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TV

È partita la diciottesima edizione del serale di Amici, la talent academy targata Maria De Filippi. Nel panorama dei programmi di genere quello di Canale 5 è in qualche modo il più completo contemplando due campionati al suo interno con la gara di canto e di ballo. Si perché contrariamente alla vulgata che vuole agli onori delle copertine le carriere dei cantanti (Emma, la Amoroso, Moreno o Briga) vi sono molti ballerini e danzatrici che a seguito della loro partecipazione alla scuola hanno poi calcato palchi dentro compagnie importanti e soprattutto dentro i cast di molti musical.

Questo profilo artistico in uscita da Amici è il punto qualificante del percorso dentro la scuola nonché la fortuna del programma della De Filippi. In effetti, la differenza con altri talent è proprio l’esaltazione dell’archetipo “scolastico” e con esso tutte le sue narrazioni dentro le aule (l’eterno scontro professori vs alunni) e fuori la classe ( gli amori e le amicizie tra i compagni). Con questa identità, la De Filippi si è smarcata negli anni dagli altri talent e – formula che vince – non cambia. Presa da questa angolazione, in una società sempre dalle aule vuote e che appiattisce tutte le mediazioni, Amici offre il suo piccolo contributo pedagogico almeno su un principio che condivido: avere un forte carisma e un grande talento ma non metterci esercizio e tecnica può mandare alle ortiche carriere intere e disperderle nel tritacarne del mercato.

L’edizione di quest’anno vede poi una contaminazione tra gli universi latin di Ricky Martin e il classic di Vittorio Grigolo bilanciati dall’icona araba-fenice Loredana Bertè in stato di grazia e dall’animo quieto (potrebbe infatti lanciare veleno per l’ostracismo del passato ma adesso si sente risolta e rappacificata). Il resto televisivo del programma – alquanto mediocre – va tutto in secondo piano (regia, fotografia, scrittura) in quanto Maria De Filippi regge tutto e mette una pezza a tante pecche. A Mediaset – insomma – dovrebbero farle una statua commemorativa.