TVLand – Alberto Angela: un gradimento trasversale

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TV

Alberto Angela ha vinto il sabato sera, battendo persino una forte come Laura Pausini e il suo storico concerto al Circo Massimo. E in effetti tutto il meritato successo del programma di divulgazione di Angela, dando il via al suo definitivo sbarco su RaiUno, è la cifra di un cambiamento epocale nella televisione, anzitutto per chi la fa. Sì perché dal punto di vista di chi la “consuma” e la guarda, il sabato sera non è più da tempo il giorno del varietà, della proposta di un grande show in prima serata tutto grandi star e paillette giustificato dal fatto che ad eccezione di Fiorello, non ci sono più i mattatori di una volta. Da qui il cambio al venerdì (vedi Carlo Conti) con programmi gradevoli ma decisamente privi di quell’allùre da grande evento. La tv generalista è in questo senso davvero in sintonia con il nostro paese, lo specchio di una nazione che si propone ai già garantiti (over 40 e terza età inoltrata) lasciando poche idee per i pubblico giovane costretto a consolarsi  con tanti serial tv, tanto streaming, sport e – mal che vada- il second screen del commento social ai programmi generalisti.

Ecco perché Alberto Angela ha vinto, riuscendo – senza peraltro sforzarsi o sgomitare ma rimanendo se stesso – a costruire un brand trasversale che acchiappa consensi da più parti intercettando sia gli adulti (me compreso) che i giovani attraverso l’ironia della tv social. Con quel suo fare garbato, inconsapevolmente ammiccante – una virale leggenda gli attribuisce virilità e sex appeal – unito a competenza e passione divulgativa, Angela è la gallina dalle uova d’oro per RaiUno e non si fa fatica a capire il motivo per cui la rete ammiraglia l’abbia strappato alla terza rete. Per il conduttore questo è un momento di grazia a tal punto che esso prescinde dal prodotto in se stesso: gli osservatori più curiosi e puntigliosi avranno notato che Stanotte a Pompei (rispetto ad altre notti in giro per Firenze o Venezia) era – in termini autoriali – la riproposta “notturna” di un già visto in precedenza (precisamente una puntata del 2001 dal titolo Pompei, conto alla rovescia) ma questo particolare è sembrato irrilevante quando si giunge al privilegio di godere un consenso meritato e preventivo del pubblico. Quando l’ho fatto notare mi sono sentito rispondere “che c’importa? Tanto Angela lo ripropone con i fiocchi”. Insomma, Alberto Angela a prescindere da Alberto Angela… beato lui!