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TV

Boom di ascolti per la prima serata di The Good Doctor, il nuovo medical drama trasmesso in chiaro su Rai 1 giovedì scorso. Quasi cinque milioni e mezzo di telespettatori hanno visto i primi tre episodi della serie cult di ABC che la Rai ha comprato a pochi mesi dall’uscita negli USA. Shaun Murphy è un giovane specializzando in chirurgia affetto da Sindrome del savant, una forma di autismo che indica sì incapacità di comunicazione ed estraniazione, ma anche una spiccata intelligenza, spesso superiore alla norma. Dopo non poche discussioni, la commissione direttiva del San Jose St. Bonaventure Hospital (San Jose – California) riconosce il talento di Shaun e decide di assumerlo. Shaun viene affidato al dottor Neil Melendez, esperto chirurgo dell’equipe medica dell’ospedale, il quale in un primo momento non sostiene la scelta della direzione e obbliga Shaun a gestire incarichi di bassa levatura, ma che in breve scopre le potenzialità del ragazzo e inizia a istruirlo.

Nata dalla serie sudcoreana Gut Dakteo, The Good Doctor è stata sapientemente studiata dallo sceneggiatore David Shore, ideatore del new medical drama per eccellenza: Dr. House. Tra i sostenitori del progetto c’è anche l’attore protagonista Freddie Highmore, il bambino prodigio diventato famoso grazie a Neverland – un sogno per la vita e a La Fabbrica di Cioccolato, in entrambi i casi a fianco di Johnny Depp. La critica non ha avuto molte parole di riguardo verso la serie se non per l’interpretazione dello stesso Highmore, la quale gli è valsa la candidatura ai Globe quest’anno.

È vero, The Good Doctor non ha niente di più rispetto ad altri medical di successo da E.R. a Grey’s Anatomy, ma ha un vantaggio rispetto a tutti gli altri: il target per il quale è studiato è davvero ampio. Sebbene sia buona cosa che i bambini siano insieme ai genitori, la serie non ha contenuti che impediscano la visione da parte dei piccoli. La semplice costruzione degli episodi faciliterà la comprensione anche da parte del pubblico meno giovane, non abituato alle sovrapposizioni temporali e ai cinquecento fili di trama di cui le serie moderne sono fin troppo piene. Insomma una buona fiction per il pubblico di Rai 1.

Se vi siete persi i primi episodi potrete vederli gratuitamente in streaming su Rai Play, cliccando a questo link.