Giornate FAI: alla scoperta della bell’Italia
21 Marzo 2018
Andrée Ruth Shammah – Cita a Ciegas
21 Marzo 2018

By Giuseppe Trapani
21 Marzo 2018

TV

Non solo denuncia ma anche proposte, progetti costruttivi. Proviamoci, si saranno  ci prova una certa televisione  detti a Report (Rai3 il lunedì in prima serata) che riparte sempre dai dossier più scottanti.

La nuova stagione del programma ideato da Milena Gabanelli (passata a Corriere.it) e da due anni curato da Sigfrido Ranucci, prevede 12 puntate per raccontare tutte le contraddizioni e le potenzialità del nostro paese. Nella scorsa puntata si è parlato del comparto “giustizia” così come anticipato dallo stesso Ranucci: una macchina (quella dei nostri palazzi di giustizia) che in vent’anni totalizza 5.500 tra giudici onorari, pubblici ministeri, dipendenti del ministero della Giustizia, i quali lavorano senza ferie e contributi. Sono magistrati a cottimo che prendono 10 euro lordi a fascicolo e 50 a sentenza. Eppure sono fondamentali per far funzionare la macchina della giustizia ed hanno in mano l’85% dei processi.

Come accade per i programmi di Iacona (Presadiretta) e  Domenico Iannacone (I 10 Comandamenti) ma in misura “maggiore”, Report non lascia indifferenti mentre tutto scorre e tutto (sovente) dorme. Dopo una puntata di Report, o ci si esalta o ci si indigna; in altre parole è un prendere o lasciare la posizione e non vie tiepide di fuga. Per i pochi amanti del cerchiobottismo  è un tormento ma per il resto della società civile questo il pregio e il destino del giornalismo di inchiesta, quello di costringere ad avere un punto di vista oggettivo sui fatti e le storture della politica e della società italiana.

Report non è solo la puntata che va in onda ma possiede una vita “prima” dell’on-air: ogni  argomento va preparato infatti con la massima cura delle fonti, verificate fino allo stremo. Ci vogliono minimo tre mesi per indagare e confezionare, post produrre e ottimizzare i temi da trasmettere non dimenticando la valanghe di diffide di coloro che si sentono pizzicati; i quali – quando sono nel mirino di Report – si sottraggono spesso al confronto magari portando le proprie contro-obiezioni.

La sequenza dei temi previsti per la stagione 2018 garantiscono colpi di scena: il tema dei rifiuti che non si sa dove finiscano. Poi i paradisi fiscali e un’esclusiva su un presunto patto tra Cosa nostra e Isis. Ma si discuterà sui danni del russare, che è una delle prime cause di separazione e costa 800 milioni in incidenti causati dal poco sonno. Poi l’uomo cyborg il quale non solo esiste ma vive a Barcellona e si è fatto impiantare un antenna nel cranio, riconoscibile dal chip sul passaporto.

Va detto con rammarico che Report continua con fatica a farsi largo in Rai la quale da un lato sembra elogiare un brand riconosciuto in tutto il mondo, ma dall’altro non si scompone a inserirlo al lunedì sera laddove è fortissima contro-programmazione interna (le repliche di Montalbano viaggiano oltre il 25% di share). Da qui la domanda: perché poggiare il gioiello di grossa caratura nel vano bigiotteria?