PUNK: la storia secondo Iggy Pop e John Varvatos

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Arriva anche in Italia su Sky Arte (canali 120 e 400 di Sky) la serie PUNK di Epix, prodotta da Iggy Pop e dallo stilista John Varvatos, ricca di foto, filmati dell’epoca e interviste a tanti protagonisti di ieri e di oggi come Wayne Kramer (MC5), Exene Cervenka (X), Jello Biafra (Dead Kennedys), Flea (Red Hot Chili Peppers), Duff McKagan (Guns N’ Roses). Quattro episodi per ripercorrere le tappe fondamentali del punk, fenomeno musicale e di costume nato alla fine degli anni ’60 quando le chitarre e la pronuncia strascicata di You Really Got Me dei The Kinks cavalcavano la rivolta sonora dei ragazzini delle periferie di Detroit, in risposta al blues dei genitori.

I testi diventano più importanti che il saper suonare: quella che stanno portando avanti i gruppi che escono dalle cantine è cultura, non un movimento etichettabile. Musica underground che fa proseliti per le sue doti di onestà, originalità, empatia. Marky Ramone ricorda come il concerto che i Ramones tennero nel 1976 a Londra fu il passaggio del testimone alla Terra d’Albione: mentre in America rimane più legato al divertimento, il punk inglese è usato come forte messaggio politico. Molti sono i nuovi manager che saltano sul carrozzone, come Malcolm McLaren che lo usa per vendere i vestiti della sua fidanzata Vivienne Westwood. I Sex Pistols cambiarono la Gran Bretagna in una sola notte con Anarchy In The UK e saranno sempre loro a far (ri)scoprire il punk agli americani con un famoso concerto a San Francisco nel gennaio ’78, poco prima di sciogliersi.

Il punk avrà il merito di dare voce a tante donne: Debbie Harry, Patty Smith, le Runaways, The Slits; l’assassinio della punk Nancy Spungen tuttavia darà un duro colpo all’immagine pubblica del genere. Improvvisamente diventa tutto diventa hardcore: più veloce, più aggressivo, molto maschio e molto bianco sino agli anni ’80 con l’arrivo dei Bad Religion e l’etichetta discografica Epitaph, che userà i suoi artisti come colonna sonora dei video di Kelly Slater su surfer e skater.

Negli anni ’90, la dimenticata Seattle trova finalmente la sua voce quando il grunge ne urla disperazione e nichilismo. Riporta anche le donne sui palchi: L7, Bikini Kill e tutto il movimento delle RIOT GRRRL. Dave Grohl ricorda come i Nirvana riaprirono la strada alle chitarre in radio prima che Dookie dei Greenday svendesse il punk alle masse e Napster uccidesse il mercato discografico. E a chi sostiene che il punk sia morto, risponde Johnny Rotten: Come fa a essere morto se sono qui e vi sto parlando?”