Ozark – Stagione 2: una dolce discesa all’inferno

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By Matteo Squillace
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TV

Nonostante non sia riuscito a strappare neanche un Emmy sulle cinque nomination a disposizione, la seconda stagione di Ozark si meriterebbe probabilmente un riconoscimento come most underrated tv show presente su Netflix. Sì perchè delle peripezie di Martin Byrde e della sua famiglia non si è parlato poi così tanto, ma il crime drama creato da Bill Dubuque merita una descrizione approfondita. Colpiscono subito l’atmosfera e l’ulteriore salto di qualità fatto con la seconda stagione dal punto di vista della narrazione e delle personalità coinvolte: prima di tutto è stato eliminato qualche passaggio interlocutorio di troppo (problema che affliggeva la prima stagione) e ora gli episodi scorrono via facilmente, con lo spettatore continuamente incalzato da un mosaico di eventi e colpi di scena che finiscono per ricollegarsi, inevitabilmente, coi Byrde. Secondo, una simbologia nascosta di segni, gesti e riprese che si avverte ad ogni episodio, una sorta di lato B che si paleserà agli occhi dei più attenti.

Imbrogli, silenzi e corse contro il tempo: Martin deve fare di tutto per far approvare la costruzione di un casinò sul lago in modo da poter continuare a riciclare i soldi del Cartello. Una missione che coinvolgerà tutti i membri della famiglia e i personaggi che sono “sopravvissuti” alla prima stagione, trascinandosi problemi e aspettative. In tutto questo si nota la mano di Jason Bateman, che oltre che protagonista è anche produttore della serie e, per questa stagione, anche regista di due puntate. Un aspetto che pesa, eccome, visto che alla fine lo spettatore risulta totalmente immedesimato nella vicenda (e, per certi aspetti, identificato coi personaggi che brulicano le torbide e scure atmosfere della serie). Un crime drama che non solo intrattiene, ma si interroga e esplora anche temi vicini a tutti noi: il delicato equilibrio che si cela dietro ogni famiglia, la consapevolezza dei propri limiti e la capacità di saperli superare. Ad ogni costo.