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By Luca Forlani
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TV

Ora o mai più è un piccolo gioiello tra i ripetitivi show della tv italiana. Il programma migliore dell’anno arriva a fine stagione: dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo. Sulla carta poteva sembrare l’ennesimo show nostalgia della prima rete Rai, un po’ I migliori anni, un po’ Tale e Quale Show, e un po’ un tentativo di rinverdire i fasti di Music Farm 15 anni dopo. Il team autorale capitanato da Carlo Conti e la sua solita squadra potevano confermare queste impressioni. Se poi pensiamo alla collocazione, quattro venerdì di giugno per dare un’alternativa ai Mondiali targati Mediaset, veniva automatico pensare a Ora o mai più come a un programma per “anziani” e nostalgici. Invece il talent condotto da Amadeus sorprende. Un programma ben costruito, ma soprattutto onesto.

L’onestà credo sia la qualità più evidente del nuovo show di Mamma Rai. A cominciare dagli otto concorrenti (Francesca Alotta, Marco Armani, Alessandro Canino, Massimo Di Cataldo, I Jalisse, Lisa, Valeria Rossi, Stefano Sani) che dopo aver avuto una hit (o poco più) di grande successo e, in alcun casi, qualche milione di dischi venduti (erano anni in cui i dischi si vendevano ancora, ça va sans dire) hanno conosciuto l’oblio. Le loro storie colpiscono, ma nel racconto televisivo non si eccede mai nella tv del dolore (anche nelle storie più drammatiche). C’è chi è passato attraverso depressioni, chi ha cambiato lavoro, chi si è ritrovato dalla fama del palco più prestigioso d’Italia, quello dell’Ariston, a cantare nei piano bar per nessuno.

Emoziona l’onestà con cui i protagonisti si sono raccontati e hanno raccontato i loro fallimenti. Alti e bassi che fanno parte della vita di tutti noi (e questa identificazione credo sia uno dei motivi del boom di ascolti della prima puntata), e a maggior ragione di quella degli artisti. Perché come giustamente ha sottolineato in trasmissione Marcella Bella (una dei maestri) “molti di loro si sono dovuti reinventare per poter campare, ma un artista resta sempre tale”.

Arriviamo da decenni di talent show all’insegna del successo facile, in cui si racconta il bello della celebrità, anni in cui molti hanno deciso di provare a fare gli artisti più per diventare famosi che per reale necessità. Per questo, meritano un plauso gli autori del programma che hanno portato sul piccolo schermo il rovescio della medaglia. Non è tutto bello. Spesso anche all’apice del successo dietro ai sorrisi e ai flash di fotografi e fan impazziti si nascondono storie di sofferenza e solitudine, come racconta Massimo Di Cataldo. Si contraddistinguono per l’onestà anche gli otto maestri (Marcella Bella, Loredana Bertè, Orietta Berti, Red Canzian, Fausto Leali Marco Masini, Patty Pravo, Michele Zarrillo); essi hanno pure il ruolo di giudici e non sono affatto buonisti (come spesso capita nelle giurie degli show per famiglie di Raiuno). Da segnalare, una Loredana Bertè, più in forma che mai, che alla domanda di Amadeus: “i Jalisse meritarono di vincere Sanremo?”, risponde con un lapidario “assolutamente no”.

Non solo parole e storie ma anche (soprattutto) tanta (buona) musica. È bello risentire hit a cui ognuno di noi ha legato un momento della propria vita, e la storia di una canzone diventa storia collettiva (altro motivo del boom di ascolti). Questo potrebbe essere classificato come effetto nostalgia ma, in realtà, così non è. Molti dei brani dei concorrenti sono stati riarrangiati per l’occasione e convincono molti dei duetti tra concorrenti e maestri (su tutti: Pravo-Di Cataldo, Masini-Lisa). Tra le tante storie raccontate, una in particolare non può lasciare indifferenti: la storia di Lisa. Cantante Calabrese che a soli 21 anni stregò l’Ariston con Sempre, classificandosi terza. Poi un successo internazionale – in particolare in Francia dove arrivò prima in classifica e in Spagna – un altro Sanremo nel 2003 con l’altrettanto suggestiva Oceano, e nel 2004 l’onore di cantare davanti a Sua Santità Giovanni Paolo II. Ma proprio nel momento in cui la sua carriera stava decollando e la stava consacrando come una delle migliori giovani interpreti della musica italiana, arriva il mostro peggiore a tarparle le ali e ad allontanarla dalle scene: un tumore al cervello.

Dai fasti di Sanremo, dal successo internazionale, alla malattia più atroce. Seguono anni di cure e quella forza incredibile che forse solo una fede incrollabile può dare, come raccontato da lei stessa in trasmissione. E ora l’occasione; quella di tornare a splendere nel firmamento delle grandi voci italiane. Perché il mostro non ha scalfito la voce potente di Lisa, canta Sempre con una nuova maturità, si vedono i vent’anni passati, le sofferenze provate, i brandelli di vita passati, ma questo le permette di regalare un’interpretazione da brividi. È subito standing ovation in studio. Ma non finisce qui: vince la prima puntata e Sempre torna in classifica vent’anni dopo, piazzandosi più in alto degli ultimi brani di Ed Sheran e Laura Pausini. La storia di Lisa è emblematica della forza e dell’onestà di questo programma. La stessa televisione per anni “fabbrica delle illusioni” dà una nuova possibilità, questa volta però non ha più il ruolo de il gatto e la volpe della celebre favola di Pinocchio, ha un ruolo forse più accostabile a quello della dolce Fata Turchina. Altro che i vari “reality show”, Ora o mai più è tv verità: l’intelligenza e il coraggio di raccontare il mondo dello spettacolo e la vita degli artisti senza maschere e ipocrisie. Con grande onestà, appunto.

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