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By Giuseppe Trapani
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TV

“Lo riconosci dal brand” dicono quelli bravi del marketing. E per Mara Venier, tornata nella sua Domenica In, possiamo parlare della risoluzione di un caso televisivo, quello del cosiddetto contenitore della domenica pomeriggio. Diciamocela tutta senza giri di parole: Mara Venier possiede una simpatia travolgente e una capacità di intesa con il pubblico a cui si aggiunge un’evoluzione positiva del suo approccio televisivo per cui il suo essere “icona” aumenta di intensità con il tempo. E soprattutto è come se si facesse leva su un punto di forza della sua conduzione così spaginata, destrutturata e spontanea.

E così rinasce una Domenica In basata su diversi registri – alti e bassi – ma straordinariamente popolari. E gli ascolti l’hanno premiata in modo ragguardevole, sopratutto se confrontati con lo stesso domenicale di Canale 5 nella fascia di sovrapposizione. Domenica In ha ottenuto il 16,7% di share con 2 milioni 477 mila spettatori contro l’11,7% e 1 milione 651 mila spettatori di Domenica Live. Il programma di Barbara d’Urso aveva in serbo l’intervista al vicepremier Salvini ma nel complesso la sfida è stata vinta dalla Rai. Si può parlare di “tocco magico della Venier” anche rispetto alla passate edizione condotta dalla Parodi? Sembrerebbe di sì anche per il recupero di cliché già visti ma rivelatisi clamorosi evergreen:  si parte dal gioco al telefono con il tabellone (citazione di Boncompagni), si passa al talent con l’autoironico “Una canzone per Mara” che rievoca la Corrida, poi una dose di talk emotivo per arrivare alle promo-interviste (Luisa Ranieri e la fiction sempre in Rai) secondo un canone di sempre, allorquando proprio durante Domenica In si promuovevano i prodotti forti della settimana.

Non abbiamo la sfera di cristallo a proposito di confronti televisivi e quello della Venier con Domenica Live della D’Urso (Mediaset) è appena cominciato. Di certo in Rai hanno capito che – piaccia o no – bisogna non solo costruire alternative di gusto ma essere concorrenti riconoscendo il valore delle armi altrui. Va detto che non è una robetta da niente la programmazione del fine settimana, fortemente cannibalizzata dallo sport. Ciò detto, Barbara D’Urso è un marchio inossidabile ed è brava a  “d’ursurizzare”  le sue trasmissioni creando un mood tutto suo, a suo modo originale e attrattivo. E tuttavia in Rai forse lo hanno capito, pensando a Mara Venier che possiede eguale empatia e magnetismo, unite a quella rara virtù di non prendersi mai sul serio e offrirsi al pubblico con un disincanto leggero e non volgare.