Game of Thrones 8: cosa ci ha detto il primo episodio

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Sembra ieri che ci eravamo lasciati dicendo: “Devo aspettare fino al 2019? Chissà se sarò ancora qui!” E citando Vasco, siamo ancora qua, eh già. È finalmente iniziata l’ottava stagione di Game of Thrones – Il Trono di Spade. Il primo episodio “Winterfell” (“Grande Inverno”) – in edizione in lingua originale, sottotitolato in Italiano – è stato trasmesso su Sky Atlantic la notte tra domenica e lunedì in concomitanza con gli USA e poi replicato ieri sera. Per l’edizione doppiata dobbiamo aspettare Pasquetta.

A chi ancora non l’ha visto possiamo dire che per stavolta non si rischiano grandi spoiler. Infatti, in 55 minuti non si fa molto altro che assestare il Risiko della scorsa stagione. Rimangono invariati i giocatori. Jon Snow e Daenerys, con i relativi uomini, draghi e alleati, si preparano alla battaglia contro il Signore della Notte. L’esercito dei Non Morti si incammina lentamente verso Grande Inverno, facendo strage dei piccoli villaggi che incontra. La regina Cersei, attuale sovrana di Westeros, aspetta che gli altri contendenti al Trono di Spade si facciano fuori tra loro; chi rimarrà troverà pane per i suoi denti, in quanto Euron Greyjoy – il quale, a quanto pare, non aveva abbandonato il tavolo del gioco – si è recato a recuperare nuove forze militari da donare alla regina (questo è forse l’aspetto più debole della puntata). Aldilà di tutto questo, che in fondo era prevedibile, l’episodio non è stato sterile da emozioni e, anzi, possiamo già immaginare cosa ci aspetti.

ATTENZIONE, da qui in avanti, per chi non avesse ancora visto la puntata, si rischiano spoiler.

Innanzitutto si apre con il ricongiungimento di Jon con Bran, molto più commovente di quello con Arya. Era infatti da diverse stagioni che le disavventure dei due fratelli (anche se fratelli non sono) avevano portato le loro strade a sfiorarsi, ma mai a rincontrarsi; e noi, poveri spettatori nelle mani di scrittori pestiferi, speravamo in questo momento da tanto di quel tempo che per un po’ abbiamo temuto non sarebbe mai arrivato. Il personaggio di Bran è quello da cui partono gli incipit degli episodi futuri. È Bran che spinge Sam a rivelare a Jon chi questi sia davvero: non è Daenerys la legittima erede al Trono di Spade; bensì è lui, Jon/Aegon, figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark, l’unico che può unire i regni di Westeros. Questa notizia, che ci è chiara da quattro anni e che ancora non ha portato da nessuna parte, creerà sicuramente una spaccatura tra la Madre dei Draghi e il Re del Nord, ma difficilmente porterà a una guerra tra i due. Come Sansa fa notare, Jon non si è inchinato a Daenerys per proteggere il Nord, bensì perché ne è innamorato. E come sappiamo, Jon ha troppi valori buoni per sacrificare la donna che ama, nella speranza di sedere su un trono scomodo. È molto più probabile che Jon sarà costretto ad indossare la Corona, in seguito alla dolorosissima morte di Daeny, che abbiamo ipotizzato nell’articolo del 2 Novembre 2017.

La scena finale dell’episodio ci dice anche cosa succederà nel prossimo. Il nodo creatosi nell’episodio pilota della prima stagione arriva al pettine: Bran incontra Jaime, l’uomo che lo ha reso paraplegico. Ma Jaime è cambiato troppo nel corso delle stagioni perché finisca male. Dopo un processo, Sir Jaime verrà perdonato per aver attentato alla vita di Bran e soprattutto per aver ucciso il padre di Daenerys, il Re folle. In sintesi, forse, anche il prossimo episodio non porterà molto di stupefacente. A dire il vero, in molti pensano che l’intera stagione non porterà a un finale stupefacente, perché è da quando la storia non è più in mano al suo creatore George R.R. Martin che non ci sono più colpi di scena sconvolgenti. Ma questo è Game of Thrones e proprio quando ci si aspetta di sapere tutto, arriva la mazzata… Buon divertimento.