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By Mariella Baroli
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TV

Una casa dove avvengono morti misteriose. Un manicomio dove vengono portati avanti oscuri esperimenti. Un covo di streghe nel cuore del quartiere francese di New Orleans. Un circo composto da “mostri”. Un hotel maledetto. Un reality show dove la realtà incontra il paranormale. Un’indagine nella mente dei leader delle società segrete. Ogni anno, puntualmente, nei mesi di ottobre e novembre, Ryan Murphy esplora – con più o meno successo – i misteri del nostro inconscio, facendo perno sulle nostre paure più nascoste. Il risultato di questi suoi esperimenti antropologici prende il nome di American Horror Story, serie televisiva antologica prodotta dalla rete americana FX e trasmessa in Italia da FOX. Per il suo ottavo anno, il telefilm – che aveva indubbiamente perso mordente negli ultimi anni – torna in grande stile con Apocalypse. La stagione è appena approdata in Italia, mentre negli Stati Uniti si sta avvicinando a conclusione, confermandosi un successo di pubblico e critica.

È il 2020 e un disastro nucleare mette la parola fine al mondo come lo conosciamo. A sopravvivere – in una serie di bunker creati proprio per questo motivo – sono solo una manciata di personaggi scelti per il loro patrimonio genetico o semplicemente perché ricchi abbastanza da permettersi il biglietto di ingresso. Ci troviamo a seguire le vicende all’interno dell’Outpost 3, dove le regole sono ferree (nessuna relazione tra i sopravvissuti) e il cibo scarseggia (tranne quando qualcuno viene “punito”). È però l’arrivo del misterioso Micheal Langdon, che avevamo già visto in tenera età nella prima stagione, a dare una vera svolta alla storia. La forza dell’ottava stagione di American Horror Story sta proprio nell’abilità di Ryan Murphy di riunire tutte le storie raccontate negli ultimi sette anni, permettendoci di scoprire cosa è successo ai personaggi cui ci siamo affezionati. Apocalypse vede infatti il ritorno delle streghe della terza stagione, impegnate a fermare Micheal, che si scoprirà essere l’Anticristo. Imperdibile l’episodio 6, dove Madison (interpretato da Emma Roberts) fa visita alla Murder House protagonista del primo fortunato capitolo della serie. In questa puntata, dalla durata di 55 minuti (invece dei canonici 45) e diretta da una delle protagoniste della serie Sarah Paulson, vediamo di nuovo protagonisti i personaggi che ci hanno fatto per la prima volta appassionare ad American Horror Story, da Tate (Evan Peters) a Violet (Talissa Farmiga), ma quello che rende l’episodio unico è la presenza di Jessica Lange, grande attrice hollywoodiana e protagonista assoluta delle prime quattro stagioni. Cody Fern, new entry nella famiglia di American Horror Story colpisce nei panni dell’Anticristo, “bello come un angelo, perché Satana non era altro che il preferito del Signore”.

Come per le altre stagioni, anche Apocalypse rende omaggio ai classici dell’horror: da Rosemary’s Baby a Intervista col Vampiro passando per La Notte dei Morti viventi, ma come ormai ci hanno abituato le serie di Ryan Murphy gli elementi davvero horror sono pochi – a parte l’uso massiccio di sangue, fuoco e serpenti. American Horror Story resta però un prodotto di qualità e non possiamo che sperare che le prossime 3 stagioni (già confermate) prendano esempio da Apocalypse e ci regalino storie più avvincenti e meno caotiche.


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