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By Barbara Cialdi
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Fin dai tempi antichi le storie di spiriti, fantasmi e fenomeni paranormali hanno provocato la curiosità di molte culture. Sono infiniti i racconti che si sono susseguiti nei secoli dove protagonisti coinvolti in queste misteriose vicende hanno animato le fantasie di grandi e piccini. A incoraggiare la nascita di questi miti e leggende spesso sono le circostanze sinistre in cui i personaggi in questione vengono improvvisamente a mancare, a causa di una fine prematura o di una morte misteriosa e violenta. Il concetto di fantasma si basa sull’antica idea che lo spirito di una persona viva separatamente dal suo corpo, e possa continuare a esistere dopo la morte fisica. I fantasmi non esistono, lo sanno tutti. Eppure, nella piccola isola italiana di Poveglia che si trova a sud di Venezia e che per secoli è stato un rifugio, un luogo di esilio e una discarica per malati morenti o defunti, i fantasmi si percepiscono in ogni angolo.

La sua storia inizia nel 421, quando a Poveglia vivevano uomini, donne e bambini scappati dalle invasioni barbariche che avevano devastato il continente. Per molti secoli questa piccola comunità ha trascorso la vita in armonia e in pace, completamente inconsapevole di ciò che sarebbe successo dopo e che avrebbe scandito irrimediabilmente la sua rovina. Nonostante la tranquillità del luogo, l’isola fu pian piano abbandonata, essendo isolata dal resto della terraferma e non garantendo la stabilità economica e sociale che esisteva in luoghi più popolosi. Le leggende e le storie del terrore che circolano su Poveglia sono divenute famose in tutto il mondo, tanto che è stata dichiarata uno tra venti luoghi più spaventosi del globo. Quella che si narra è infatti una vera e propria storia di orrore: centinaia di persone sono state bruciate e sepolte in questo luogo spettrale, a causa della peste nera.

Proprio per questo motivo si vocifera che il terreno sia costituito per il 50% di ceneri umane. Anche i pescatori locali stanno lontani dall’isola di Poveglia per paura di pescare ossa umane durante le battute di pesca. Ma non è tutto. Alla fine del 1800 l’isola divenne la sede dell’ospedale psichiatrico per malati mentali. In realtà, in questa struttura non vennero mai praticate cure ospedaliere ma strani esperimenti sui pazienti, violenze e vere e proprie torture. I pazienti di questo ospedale raccontavano di vedere i fantasmi. Erano le vittime della peste che apparivano di notte, lamentandosi con sofferenza. Ma i malati mentali non erano ovviamente attendibili e nessuno li prese mai sul serio tanto che le loro denunce rimasero ignorate per anni. Un luogo di esilio, dunque, piuttosto che di riabilitazione. Una delle leggende racconta di un medico (che attorno al 1930 era anche il direttore del nosocomio) che era solito usare come cavie i poveri malati ignari e che dopo un esperimento finito male si gettò dalla torre del manicomio. La gente del posto sostiene di sentire i rintocchi della campana situata su quel campanile, nonostante essa sia stata rimossa dalla torre qualche anno fa.

Oggi Poveglia è totalmente disabitata e il turismo sull’isola è inesistente. Solo qualche temerario e appassionato di mistero, talvolta, noleggiando una imbarcazione privata, si addentra nella terribile isola, scavalcando la recinzione per esplorare il vecchio ospedale abbandonato. La visita mette i brividi, nessuno ha mai voluto effettuare una seconda gita in quel luogo raccapricciante e maledetto. Oggi Poveglia è considerato uno dei posti più spaventosi del mondo e non ne avevamo alcun dubbio.