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By Barbara Cialdi
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La prima cosa che colpisce appena arrivati a Dubai, che conta più di 3 milioni di abitanti, è l’enorme cantiere a cielo aperto in ogni angolo della metropoli, alternato da sabbia ed impalcature: grattacieli in costruzione in mezzo al deserto, gru e palazzi work in progress in ogni dove, migliaia di operai che lavorano sotto un sole cocente a temperature proibitive. Perché Dubai è una città in espansione dove “tutto nasce e niente muore”, parola del tassista Mohamed, pakistano arrivato cinque anni fa nella New York del Medio Oriente, luogo che ha scelto per vivere e lavorare. Qui prima c’era il deserto ed in realtà c’è tutt’ora, nascosto dalle strade e dai grattacieli, ma di spazi liberi ce ne sono ancora molti e la sabbia è lì – in bella vista – a ricordare che questa magica città quarant’anni fa era solo un lembo di dune e poco altro, racchiusa dal mare, tra conchiglie e sabbia bianca finissima. Poi l’opera dell’uomo ha fatto il resto ed ha cominciato a farne un luogo che oggi è un tumultuoso e organizzato crocevia di affari e commercio, poiché sempre più persone la scelgono come dimora o come base di lavoro, divenendo una ricca metropoli emergente piena di opportunità. Ma il lusso e le novità non sono le uniche protagoniste in questo luogo insolito e misterioso, che in qualche remoto angolo cerca di rimanere aggrappato a una cultura millenaria.

Le tradizioni

Dubai è una città internazionale, le lingue ufficiali sono l’arabo e l’inglese, l’atmosfera è emancipata ed all’avanguardia ma esiste una forte tradizione integralista legata alla religione musulmana. La metà delle donne infatti fa uso del chador o del hiyab, molte di loro arriva addirittura ad indossare il niqab o il burka. Non esiste alcuna legge scritta che le obblighi a coprirsi ma le tradizioni, si sa, sono dure a morire.

La temperatura

A Dubai il caldo è il vero protagonista, soprattutto nei mesi estivi. Da mezzogiorno fino al tramonto la città è apparentemente vuota, ma solo perché tutti sono alla ricerca di refrigerio, chiusi dentro a lussuose auto e taxi che sfrecciano tra i grattacieli all’interno di hotel, resort e centri commerciali. Quindi se vi capita di vedere qualcuno che passeggia a piedi o è un temerario oppure siete vittima di un miraggio.

Il tramonto

A Dubai fa buio presto. Gli hotel e le abitazioni private godono tutte di piscine panoramiche dove ammirare il calar del sole che crea giochi di luce tra i grattacieli. Da non perdere.

Il Burj Khalifa

È attualmente l’edificio più alto del pianeta. Con i suoi 829,80 metri è il simbolo della città, insieme al Dubai Mall (il grande magazzino più grande del mondo) e della Dubai Fountain. Il grattacielo, frutto dell’ambizione dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktum, attuale Primo Ministro degli Esteri nonché Emiro di Dubai, è stato costruito in soli cinque anni con la forza lavoro di circa 12.000 operai. Durante le fasi di costruzione pare abbiano perso la vita circa 1.000 lavoratori ma le stime ufficiose purtroppo sono molto più alte. Una curiosità: il prossimo anno Dubai ospiterà l’Expo 2020 ed i progetti sono assolutamente faraonici. Un treno hyperloop, un aeroporto da 160 milioni di passeggeri l’anno ed il futuro grattacielo più alto del mondo, che supererà l’attuale Burj Khalifa.

Il deserto di dune

Il deserto principale si chiama Rub’ al-Khali e si estende dall’Oman fino allo Yemen. È caratterizzato da dune morbide e sinuose che superano anche le centinaia di metri di altitudine L’esperienza di fare sandboarding tra queste magiche montagne di sabbia è tra le più suggestive ed emozionanti nella vita. Il silenzio è assoluto, fuori dallo spazio e dal tempo. Il consiglio è di andarci all’alba o al tramonto dove tutto è circondato da un’aura magica, con i colori che passano tra il rosso ed il viola: e almeno qui, con i palazzi che brillano all’orizzonte, la natura sembra avere ancora il controllo.