Barcellona: alla scoperta del Parc Güell

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By Barbara Cialdi
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È nata prima Barcellona o Gaudí? La domanda è d’obbligo e viene da chiederselo visto quanto profondamente il genio del grande architetto catalano abbia influenzato la città. La Sagrada Familia è il suo capolavoro più famoso. In costruzione dal 1882, Gaudí lavorò senza sosta alla Sagrada Familia, abbandonando poco a poco tutti gli altri lavori per concentrarsi esclusivamente su questo progetto fino alla sua morte nel 1926. La Sagrada Familia, che sarà ultimata nel 2026 proprio in occasione del 100° anniversario della morte di Gaudí, però, non è l’unica opera spettacolare del grande artista spagnolo. Esiste infatti un luogo, amato molto anche dai bambini, che mette d’accordo i visitatori di tutte le età: è il Parc Güell.

Eusebi Güell, mecenate spagnolo e amico di Gaudí, desiderava fortemente creare nella Barcellona del 1900 una città-giardino. Il progetto prevedeva ben sessanta abitazioni, ma alla fine ne vennero costruite solo tre, e una di queste era la casa dello stesso Gaudí. Del disegno iniziale restò solo il parco, che si animò da subito di spettacoli e iniziative culturali, trasformandosi in punto d’incontro per i barcellonesi e, successivamente, per i turisti. Il Parc Güell è la celebrazione assoluta del trencadís, il tipo di mosaico fatto con pezzi irregolari di ceramiche smaltate (azulejos) e vetro colorato. Fu proprio Gaudí ad inventarlo. Il modo migliore per ammirarlo? Sedersi su una delle panchine che circondano la Plaza de la Naturaleza, il belvedere del parco: ogni centimetro dei suoi 110 metri di lunghezza è diverso dagli altri, mentre in cima alla scala d’entrata del Parc Güell troverete un atanor, un oggetto magico dalla strana struttura a tre piedi; il fornello che gli alchimisti usavano per trasformare la materia attraverso il fuoco. Il loro obiettivo era arrivare alla pietra filosofale che pensavano avesse la forma di un uovo. Guardando dentro al fornello in effetti noterete una roccia grezza dalla forma ovale. Un oggetto magico a protezione di un luogo ancor più incantato.

Alla doppia scala d’entrata, la salamandra fa la guardia a questo parco allegro e variopinto, portatore di allegria e buonumore per chiunque lo visiti. La salamandra, considerata un simbolo di prosperità, pare che grazie al suo sangue freddo possa resistere al fuoco, e quindi non abbia alcun timore per le fiamme dell’inferno. I turisti sono soliti farsi un selfie beneaugurante con lei, proprio perché di buon auspicio contro le brutture e le cattiverie della vita. Dalla sua bocca sgorga dell’acqua, badate però non si tratta di una semplice fontana. Gaudí progettò infatti un sistema di raccolta dell’acqua piovana che fa confluire la stessa in una cisterna sotterranea da 1200 metri cubi, per poi zampillare dalla statua. Questo capolavoro tecnico è nascosto nel soffitto ondulato e tempestato di maioliche della Sala Hipóstila, il bosco di ottantasei colonne che sorregge la Plaza de la Naturaleza. In realtà i pilastri sono cento, ma non tutti sono visibili: quattordici di loro si celano nella collina. Il Parc Guëll è come un parco magico, in cui tutto è più di quel che sembra.

Ma c’è un altro rettile “magico” che anima i vicoli del Parc Güell: è il serpente, considerato taumaturgico, che si snoda lungo il profilo sinuoso della panchina che circonda la Plaza de la Naturaleza, abbraccia l’atanor e addirittura percorre la sommità di tutta la recinzione esterna. La sua testa che sbuca vicino all’entrata, incastonata tra i colori della bandiera catalana. È anch’esso simbolo di buona fortuna per iniziare un percorso attraverso questo luogo fantastico sorvegliato da animali magici.