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“Frustrazione, rabbia e impotenza. Incredibile che si abbandonino le persone in mezzo al mare”. Con un tweet pieno di dolore – ma anche di coraggio – Marc Gasol racconta la sua estate da volontario. La stella dell’Nba dallo stipendio milionario sta trascorrendo questi mesi a bordo di una nave nel Mediterraneo cercando di salvare le vite dei migranti.

La nave su cui è imbarcato è stata al centro della cronaca per avere salvato Josephine, abbandonata insieme a una madre e suo figlio. Questi ultimi non ce l’hanno fatta e l’equipaggio della ONG Proactiva Open Arms non ha perso tempo a denunciare il modo inumano in cui queste persone vengono trattate. Nessuno sapeva che Gasol fosse a bordo fino ad oggi. Il giocatore ha deciso di uscire dall’anonimato e usare la sua voce per parlare di questo problema. Il suo racconto è grande fonte di ispirazione.

“L’abbiamo salvata, caricata a bordo della barca e poi sulla nave dove i medici le hanno prestato le prime cure. Era scioccata, spaventata, Le abbiamo detto che l’avremmo aiutata. Abbiamo saputo che il suo nome è Josephine, che è partita dal Camerun. Perché sono qui? La fotografia che nel 2015 ha fatto il giro del mondo, quella del piccolo Aylan Kurdi, morto in un naufragio sulle rive della Turchia, mi ha provocato un senso di rabbia. A quel punto per me era chiaro che tutte le persone devono fare la loro parte per far sì che queste cose non accadano più. È stato allora che ho incontrato la gente di Open Arms. Mi hanno fatto capire che è una realtà drammatica in cui vivono molti bambini in tutto il mondo. Per me è stato uno shock. Così mi sono messo a disposizione. Ammiro le persone delle Ong, che hanno messo a disposizione loro risorse economiche, logistiche, personali per aiutare i disperati. Ammiro chiunque fa qualcosa, senza aspettare che gli altri lo facciano”.

Ognuno di noi può essere un eroe.

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