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Tanto tuonò che piovve. È finita nel peggiore dei modi per Romano Fenati. Per essere precisi, sarebbe potuta finire molto peggio dopo quel tentativo di pinzare il freno anteriore della moto di Stefano Manzi durante lo scorso GP di San Marino a Misano (a oltre 200 chilometri orari e in pieno rettilineo). Per lui e per il pilota della Forward Racing: Manzi però continuerà la sua carriera in Moto2 e nel circus del Motomondiale, mentre per Fenati la bandiera da scacchi è diventata nerissima.

Dopo essere stato scaricato dalla sua attuale scuderia, la Marinelli Snipers, e da quella con la quale avrebbe corso il prossimo anno, la MV Agusta (dove sarebbe stato compagno di squadra, ironia della sorte, proprio di Manzi) ora al pilota marchigiano è stata anche revocata la licenza sportiva di velocità. Una decisione presa dalla FMI che significa solo una cosa: sospensione immediata e a tempo indeterminato per uno degli ex pupilli di Valentino Rossi, al quale non è rimasta altra scelta che ritirarsi e salutare il Motomondiale. “Ho fatto un gesto inqualicabile e ho sbagliato ma è chiaro che a nessuno interessa cosa sto passando. E allora meglio dire addio. Finirò gli studi e poi mi dedicherò al negozio di ferramenta di famiglia. Se tornerò a correre? Non so, ora come ora direi di no”. Fenati, che lo scorso anno si è laureato vicecampione del mondo in Moto3, ha ricevuto il sostegno di Joan Mir, suo acerrimo rivale nella passata stagione e iridato della entry class.

“Romano, hai commesso un errore veramente ingiustificabile, mettendo a rischio la vita di un nostro collega. Quell’azione non è degna di un pilota come te e, ovviamente, merita una giusta e dura punizione. Tutti però hanno diritto a una seconda e terza possibilità. Non arrenderti e combatti per il tuo futuro da pilota”. Praticamente l’unico attestato di stima arrivato a Fenati in queste ore: l’augurio è che, compresa la portata del suo gesto, per Romano ci sia nuovamente spazio, un giorno, per tornare in sella.