La bellezza? Questione di cervello
27 Marzo 2018
Maneskin: il futuro è d’oro
27 Marzo 2018

La March For Our Lives organizzata da un gruppo di studenti e tenutasi lo scorso 24 marzo a Washington e in altre 800 città degli Stati Uniti è stato uno degli eventi globali più importanti degli ultimi anni. La manifestazione nasce dalla necessità di modificare la legge sulla vendita delle armi in America. In maniera più specifica, il controllo dei precedenti penali prima dell’acquisto e l’obbligo di avere minimo ventuno anni per poter acquistare un’arma.

Tutto è nato dopo la strage di Parkland, Florida dello scorso 14 febbraio, quando un giovane entrò nel suo liceo uccise 17 dei suoi compagni e insegnanti. La March for Our Lives ha coinvolto circa 850.000 persone solo a Washington e ad oggi è la più grande protesta guidata dai giovani dai tempi della guerra del Vietnam. Tra le strade si sono riuniti anche tantissimi personaggi dello spettacolo. Da George Clooney con la moglie Amal a Paul McCartney, il cui commento ha toccato chiunque. “Uno dei miei migliori amici è stato ucciso da un’arma proprio qui vicino” ha commentato l’ex Beatles, riferendosi proprio all’omicidio di John Lennon, avvenuto per le strade di New York.

Solo una persona non si è unita alla protesta: Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti non ha rilasciato commenti in merito alla manifestazione, nemmeno sul suo portale preferito, Twitter. Anzi, Trump non era nemmeno a Washington durante la marcia. Si trovava in Florida, per riposarsi e giocare a golf. Per fortuna ci sono i giovani a battersi per i nostri diritti.