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Le città sono fatte di persone, e le persone di città. Luoghi di raro fascino che dimorano sotto i nostri occhi ma dei quali troppo spesso ci dimentichiamo, senza riuscire a coglierne la bellezza che riescono a sprigionare. E allora rimangono lì, in attesa, come un vecchio amico che dovremmo incontrare da tempo ma che continuiamo ad ignorare. Piazze, monumenti, biblioteche: fateci caso, i luoghi di aggregazione che ci rimangono nel cuore sono quelli che permettono alla nostra anima di nutrirsi di arte e sapere, meglio ancora quando si possono condividere. Stars & The City vuole essere il racconto, in più tappe, di questi angoli eterei, che sembrano viaggiare secondo una loro logica di spazio e tempo. Il 2019 sarà l’Anno Leonardiano: 500 anni esatti dalla morte del genio che cambiò per sempre il modo di fare e osservare l’arte, e che a Milano visse il suo periodo più prolifico.

Cities are made of people, and people are made of cities. Places of rare beauty exist in front of our very eyes. Sometimes we forget such places exist and sometimes we just don’t realize how uniquely beautiful they are. Places will just stay where they are, waiting and waiting like an old friend we know we should meet again but which we keep ignoring. Places, monuments libraries …just stop and think: the meeting places we fondly keep in our hearts also happen to be the same ones that nourish our souls with art and knowledge – a joy we can share. Stars & the City tells stories about such ethereal corners that seem to follow a logic of their own in terms of space and time. 2019 will mark the 500 th anniversary of the death of Leonardo da Vinci with celebrations of the extraordinary intellectual abilities that changed our perspectives on art and science, as well as Leonardo da Vinci’s ties to the city of Milan, where he spent some of his most prolific years.

Il suo segno si può ritrovare in svariati angoli della città e uno dei più maestosi è senza dubbio il cavallo di Leonardo. Ora lo vediamo troneggiante all’interno del parco che conduce all’entrata dell’Ippodromo, ma quest’opera si porta dietro una storia tormentata: iniziata da Leonardo nel 1483 ma consegnata solamente alla città di Milano nel 1999 dopo gli studi portati avanti e completati dalla scultrice Nina Akamu. Quasi come se Leonardo avesse – inconsapevolmente – voluto permettere a qualcun altro di poter toccare con mano la sua grandezza e finire così l’opera: un cavallo “ideale e perfetto” che trasfigura la potenza e l’intraprendenza della città meneghina. Oggi, come ai tempi degli Sforza, che decisero di commissionare l’opera al Da Vinci. Per secoli quest’opera è rimasta sospesa, astratta, impalpabile: ora, dopo l’oblio, ne arriverà la giusta consacrazione con l’anno dedicato a Leonardo. Si poteva forse immaginare finale migliore?

His presence can be seen in many different spots in the city and Leonardo’s Horse is a majestic sight. The Horse is placed in the park leading to the San Siro Racetrack entrance and has a very complex story. The project was started by Leonardo da Vinci in 1483 and came to life in 1999 thanks to the efforts of American donors and through accurate studies conducted by sculptor Nina Akamu, as if Leonardo inadvertently wanted someone else to experience his greatness by finishing his work. The statue is a perfect and ideal horse symbolizing the power and the entrepreneurship of Milan today as well as at the time the work was commissioned by the Sforza dynasty. For centuries the project remained suspended, abstract, intangible: now, after the oblivion comes a deserved celebration: could there possibly be a better ending?

Ph: Mirco Panaccio