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By Lorenzo Sabatini
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Nascere come personaggi di nicchia e diventare poi mainstream? La parabola più ardita e complessa dello musica è perfettamente riuscita al duo electro-pop Sem&Stènn. Dopo gli esordi come deejay negli alternative clubs più prestigiosi di Milano e una lunga gavetta segnata da un lungo processo di ricerca e formazione artistica, arriva l’exploit nel 2017 con la partecipazione al talent musicale XFactor. I due impressionano positivamente Manuel Agnelli, che ne segue l’evoluzione artistica. Questo aprile sarà il loro mese: il 6 debutterà l’album OFFBEAT e il 10 apriranno il concerto degli AFTERHOURS a Milano. In più inizierà il loro tour, che li porterà in giro per tutta Italia. Un sodalizio artistico e umano: i due sono anche una coppia nella vita reale, facendosi così interpreti di un messaggio di amore moderno, che non conosce confini.

In quale momento della vostra vita avete pensato “Voglio diventare un musicista”? Com’è avvenuto questo processo?

Era il desiderio nascosto di entrambi da sempre, ma l’avevamo sepolto sotto una miriade di altre cose. Trovandoci è riemerso piano piano, fino a diventare una ragione di vita. Anche quando facevamo altri lavori e si tornava a casa dopo 9 ore di ufficio, non si faceva altro che scrivere musica e pensare al futuro.

A chi vi ispirate come musicisti? 

Sicuramente alle nostre influenze più grandi: MGMT, The Doors, Pet Shop Boys, Robyn, Goldfrapp, Justice e Kavinsky.

 

Essere una coppia anche nella vita reale come ha influenzato il vostro modo di fare musica?

La tua storia influenza la tua musica se sei un artista autentico e fedele a te stesso. I nostri diversi background ci aiutano a dare due contributi diversi al nostro progetto. Sem è più uptempo, Stenn è decisamente più ballad.

Potete raccontarci come vi sentite riguardo all’idea di iniziare il tour al fianco di un cantante come Manuel Agnelli?

Molto onorati e grati per la sua generosità. Tra noi è nato un bellissimo rapporto umano, oltre a quello artistico. Ci siamo divertiti un sacco in studio e sul set del video di “Baby Run”. Apparteniamo a generi e generazioni diverse, ma abbiamo moltissimo in comune nel nostro background. Questo ci ha portati a voler fare qualcosa insieme.

 

Quando scrivete e poi incidete un brano qual è l’aspetto sul quale vi soffermate di più?

Sicuramente l’arrangiamento. Non sappiamo dirti se sia quello più importante, ma è sicuramente quello a cui prestiamo più attenzione. Il beat, lento o veloce che sia, deve entrare nella cassa toracica. Se lo fa vuol dire che per noi funziona.

Qual è il più bel ricordo del vostro periodo come deejay?

Quando le persone ballano pezzi che non conoscono. Quando abbiamo passato per la seconda volta un pezzo dei Basement Jaxx che noi amavamo e che nessuno conosceva, ma tutti erano già li a cantarlo. È stato il massimo.

 

Progetti futuri?

Il singolo Baby Run con Manuel, l’album e proseguire il nostro tour. Prima o poi vorremmo anche fare cinema. E conquistare il mondo, ovviamente.

Ph: Silvia Tofani, Marco Triolo
Clothing: Levi’s