Marta Bonometti – Var/City
18 Gennaio 2017
Fashion Comp
18 Gennaio 2017

By Redazione
18 Gennaio 2017

Palla e Chiatta spopolano, a sorpresa, in un mondo di magre. Rotondità nello starssystem alle quali abbiamo fatto immaginare un giorno da first lady. Uscite da un torta rigorosamente XXL.

Voi due un giorno alla Casa Bianca. Partiamo dalle basi: outfit?

Palla – Scarpe comode perché c’è tanto da camminare e colori sgargianti, per portare un po’ di luce e serenità in un luogo, che credo, ne veda poca. Ah!!!!! Un cappello gigante che fa tanto “very important person” e noi ci teniamo a non passare mai inosservate!

Chiatta – Un bel tailleur color melone così con po’ di fette di prosciutto si sono assicurati l’antipasto per tutti, maggiordomi compresi, da qua alla fine del mandato Trump (sorride). E un ottima marca di rossetto indelebile visto mai ci assumessero come stagiste!

Michelle Obama è entrata in taglia L ed è uscita M. Invidia o pena?

Palla – Povera, essere la moglie del presidente è un lavoro a tempo pieno, tanto stress, sempre in movimento quindi ci sta che abbia perso una taglia. Tranquilla Michelle, finito il mandato potrai recuperare la tua L (ride, ndr)

Chiatta – Oddio sono lettere ostrogote per noi, gli ultimi ricordi vaghi che ho di queste taglie è di me circa a 18 mesi. A noi non sarebbe mai capitato, al massimo avremmo di poco diminuito il numero delle X prima della L.

Costumi e accessori: 20134 Lambrate – Vintage e modernariato

Menu per un pranzo presidenziale a cura di Palla e Chiatta, dall’antipasto al dessert.

Palla – Inizierei con un bell’antipasto Frascati style. Affettati, fritti, porchetta e bruschette come se piovessero. Un bel primo di pesce che comunque fa chic e nelle alte sfere ci tengono tanto a fare i fighi. Secondo, per accontentare un po’ tutti, grigliata di carne e pesce. Ah vero….una bella grigliata di verdure per i vegetariani. Poveri. Per dolce beh, io sono una fan del tiramisù…ma dev’essere fatto BENE! Tutte le porzioni sarebbero ovviamente minuscole perché si sa : più il cuoco è rinomato più il piatto è risicato! Per me e Chiatta invece, porzioni extralarge!

Chiatta – Io avendo da circa un anno abolito la carne animale dall’alimentazione (mi basta la mia)
opterei per un’entrée di leggerissima parmigiana di melanzane fritte al forno, frittata di patate (in onore a Colombo che l’ha esportata in Italia, altro che Rocco) e concordo col tiramisù, ma conoscendoci non arriverebbero le portate ai commensali quindi, dopo aver spazzolato tutto simuleremmo il rapimento del cuoco e chiederemmo in Italia 10.000 euro di riscatto per il cuoco in ostaggio. Lapo Elkann docet.

Costumi e accessori: 20134 Lambrate – Vintage e modernariato

Se doveste scrivere una lettera a Donald Trump, cosa scrivereste nella prima frase?

Palla –  Donald….con tutti i soldi che hai, un parrucchiere bravo che ti fa un colore decente non lo vogliamo trovare?!

Chiatta – A Dona’, pensa Ivana come sta a rosica’ (si lascia andare in una risata senza fine, ndr)


E se doveste metter mano al look di Melania?

Palla – Bellissima donna, sempre molto curata ed elegante. Certo a volte potrebbe coprirsi un po’ di più !

Chiatta – Direi subito una blefaroplastica perchè onestamente ha sempre quell’espressione a metà tra una talpa e una sciura milanese avvolta dalla nebbia che cerca disperatamente l’insegna dell’Esselunga di fiducia.

Costumi e accessori: 20134 Lambrate – Vintage e modernariato

Sedendo nella stanza ovale, bacchetta magica alla mano, cosa fareste per la nazione più potente al mondo?

Palla – Toglierei immediatamente la pena di morte, che trovo una soluzione inefficiente oltre che medievale. Darei un bello stop al porto d’armi che si può ottenere anche dal tabaccaio. E per chiudere con qualcosa di leggero beh…imparassero a cucinare (ride di gusto).

Chiatta – Ridurrei drasticamente la troppo facile reperibilità di psicofarmaci per chiunque; farei salire al Governo Michelle Obama (anche se ha una misera taglia M, puntualizza), e riporterei in vita Elvis Presley e Marilyn Monroe. Non sarebbe male anche una lezione enogastronomica su vini e l’introduzione dell’olio extravergine di oliva, altro che tutto quel burro e salse indefinibili.

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E se invece poteste intervenire sui palinsesti italiani?

Palla – Oh mamma…lavoro lungo e complesso. Eliminerei un po’ di talent che servono solo ad ingannare il pubblico ed i partecipanti diffondendo il pensiero che per diventare famosi basti uno schiocco di dita invece che tanto studio e tanta gavetta. Poi tornerei ai bei varietà di una volta, in un periodo dove chi era in tv, magari l’aveva anche data/o a qualcuno, ma era altamente competente.

Chiatta – Vorrei seriamente abolire quei reportage di cronaca nera all’interno dei contenitori della tv del dopo pranzo perché sono un oltraggio alle vittime, all’accaduto stesso, e alla legge che, svilita, rischia ancor di più di non essere presa sul serio. Insomma non si può parlare di un pluriomidicio portato a compimento con efferatezza e violenza tra una televendita di materassi e un’intervista a Flavia Vento, non credete?

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In un mondo di magre, brillate per rotondità. Convinceteci che grasso è bello.

Palla – Convincere voi? Ma provate voi a convincere noi che MAGRO è bello! Noi mangiamo quello che ci va, quando ci va. Non siamo schiave della bilancia. Non siamo costrette a segregarci in palestra. Non ce ne frega niente della prova costume, se non quella a Carnevale. Siamo da invidiare altro che sbeffeggiare! Ahahaahah!

Chiatta – Io credo che se si è belli lo si è a prescindere dalla taglia. E’ un insieme di fattori la bellezza e anche il sentirsi a proprio agio nel proprio corpo è un punto a favore. Sarò ripetitiva, ma se sei brutto onestamente lo sei anche da magrissimo: Benigni è filiforme e certo bello non è. La Littizzetto idem, e ti sto citando dei monumenti indiscutibili nel talento e senza intenzione di offesa, lungi da me. Insomma altezza mezza bellezza, ma grassezza non è mezza bruttezza.

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Infine, tornando dagli USA, cosa portereste in Italia che gli italiani dovrebbero imparare?

Palla – Loro sono multirazziali: se vai in giro per le strade di New York per esempio, in un solo angolo, incontri almeno quattro o cinque etnie diverse che convivono benissimo tra di loro. Diciamo che qui purtroppo non è così. Le coppie gay possono adottare bambini oltre che sposarsi con più facilità. Essere ARTISTA li è considerato un mestiere come tanti altri, con i propri diritti e doveri, qui è l’hobby del momento. Per noi ciccioni affamati 24H sarebbe bello avere i drug store aperti tutta la notte per le meravigliose abbuffate di mezzanotte!

Chiatta – Una cosa che amo del sistema educativo americano è che è contemplata soprattutto la materia “Essere sicuri di se stessi”, prima ancora del conoscere la storia. Importantissimo il sapersi reinventare ogni volta puntando sulle risorse a disposizione. E come dice Palla, l’essere cosmopolita sino al midollo facendo coesistere etnie e personalità diverse mentre qui da noi c’è gente che ancora litiga col vicino di casa autoctono, pensando di portarlo a Forum (senza voler infierire verso chi crede ancora che le cause di Forum siano vere).

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Creative director: Alessandro Nava
Interview: Nicola Santini
Ph:
Azzurra Piccardi
Style: Pietro Rebosio
Video: Francesco Italia
Mua & Hair: Bianca Marzocchi