Asian View
29 Dicembre 2016
Maryna – L’altra parte di me
2 Gennaio 2017

La cantante americana compie 70 anni: riviviamo la sua leggendaria carriera.

patty_smith_2

Visionaria, poetica, appassionata: Patti Smith – definita dalla stampa mondiale la “sacerdotessa del rock” – spegne oggi settanta candeline! Ma se non fosse per i capelli grigi sarebbe la stessa ragazza ribelle di mezzo secolo fa, quando ventenne fondò la sua prima band, trasferendosi a New York con pochi dollari in tasca, un cappotto scuro troppo grande, la sua celeberrima frangetta ed il fisico da eterna adolescente. E’ lontana, anzi lontanissima, dallo scenario delle donne mature che contrastano i segni del tempo perché lei, Patricia Lee Smith – questo il suo vero nome- non ha bisogno di fermare l’avanzare dell’età: è una donna “immortale” che non invecchierà mai. La sua musica rappresenta un mix di soavità e giri di chitarra, gorgheggi e rulli di tamburi: un magico insieme di melodie e suoni coraggiosi, forti ed unici che l’hanno resa icona indiscussa della tenacia femminile.

Occhi azzurri e voce straordinaria, Patricia sale su un bus il 3 luglio 1967 e da Philadelphia parte per New York: il biglietto è di sola andata. Aveva lavorato in fabbrica per permettersi quel viaggio ma una volta arrivata in stazione scopre che i soldi risparmiati non sono sufficienti, così decide di telefonare alla sorella, entrando in una cabina telefonica. Si accorge che qualcuno si è dimenticato un portafogli con dentro trenta dollari: pochi, ma lei ama ricordare quell’episodio come un “un segno fortunato”. Ed ancora oggi, la cantante ringrazia l’ignoto benefattore che le ha permesso di prendere quel bus e di diventare una delle più brillanti stelle del rock del panorama internazionale, lasciandosi alle spalle una figlia appena nata, concepita con un ragazzo giovane ed impaurito; una figlia data in adozione che ancora oggi non sa chi è sua madre: “E’ stata una scelta sofferta”- ha sempre dichiarato la cantante- “ spero che prima o poi mi venga a cercare”. Finalmente, dopo anni difficili per affermarsi come cantante, nel 1975 pubblica il suo primo album Horses, ispirata dai grandi Bob Dylan e Jim Morrison. Portavoce di un nuovo rock, intelligente ed innovativo, che spazia tra l’elettronico ed il punk, nuova musa di un’arte inconsueta ed inebriante. I testi suggestivi delle sue canzoni la consacrano ad artista ineguagliabile, dotata del dono della poesia e della musica in perfetta simbiosi l’una con l’altra. Seguono altri tre album: Radio Ethiopia (1976), Easter (1978) e Wave (1979) e la canzone “Because the Night” scritta con Bruce Springsteen raggiunge non solo la fama in classifica, ma diventa anche uno dei suoi brani più iconici.

Patti Smith però – imprevedibile ed impulsiva- decide di abbandonare le scene proprio nel picco più alto della sua carriera: si innamora del suo chitarrista Fred Smith, lo sposa, ci fa due figli e per dieci lunghi anni scompare dal mondo della musica, ritirandosi nel Michigan e dedicandosi solo alla famiglia. “Il desiderio che provavo per mio marito era più forte di qualsiasi altra cosa” ha confessato in passato la cantante. Il suo spirito selvaggio continua ad essere l’unico conduttore della sua esistenza. Controcorrente ed anticonformista nel 1988 riappare sul palco pubblicando una delle sue maggiori hit “People Have The Power”, vero e proprio inno alla democrazia ed alla libertà e nel 2007 entra prepotentemente nella Rock and Roll Hall of Fame, tempio/museo del rock a Cleveland, dedicato ai musicisti, cantanti ed artisti più influenti nella storia della musica. In questi ultimi anni, Patti Smith ha iniziato a frequentare l’Italia sempre di più, collaborando con vari artisti italiani come Irene Grandi e Francesco Renga e dedicandosi anche a progetti “locali” inserendosi nel gruppo aretino La Casa del vento, partecipando attivamente al raduno nazionale di Emergency a Firenze e duettando con la band Marlene Kuntz al Festival di Sanremo nel 2012. La sua personalità non è quindi racchiusa in alcuna definizione: cantante internazionale, interprete di nicchia, casalinga per un lungo periodo, poetessa a tempo pieno: Patti Smith è unica ed indefinibile, rivoluzionaria ed umana, amica dei grandi poeti del passato. Il suo fidanzato ideale ? Il poeta francese Arthur Rimbaud, gli amici di una vita ? William Blake, Sylvia Plath e Walt Whitman. Scrittori e poeti senza tempo. Eterni. Come le sue canzoni, pezzi storici ed immortali, che continueranno a far sognare vecchie e nuove generazioni.