Lucio Battisti: non è stata solo un’avventura

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By Luca Forlani
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Se ne andava in silenzio in una giornata di fine estate di vent’anni fa l’uomo la cui vita è stata piena di musica. Lucio Battisti scomparve il 9 settembre 1998 a soli 55 anni. Battisti per facilità espressiva, istinto e ispirazione è stato uno dei più grandi musicisti italiani. Il 5 marzo del 1943, a Poggio Bustone, vicino Rieti, emetteva i primi vagiti un artista diventato poi una leggenda della musica. E molte sono le leggende che raccontano le sue primissime esperienze musicali; si narra, per esempio, che a impartirgli le prime lezioni di chitarra fu l’elettricista del paese. Bob Dylan, i Beatles, Otis Redding e Ray Charles i suoi ispiratori. Nel 1965 l’incontro decisivo: quello con Giulio Rapetti in arte Mogol. E fu proprio il celebre paroliere a insistere affinché Battisti cantasse le sue canzoni. Il primo successo della premiata ditta Mogol-Battisti è 29 settembre interpretato dall’Equipe 84. Nel 1968 è il retro di un suo 45 giri a donargli il primo grande successo: Balla Linda era una canzone fortemente sperimentale per i canoni musicali dell’epoca e fu la sua prima canzone a entrare in hit parade. Nel 1969, partecipa al Festival di Sanremo (sua prima e unica volta) con Un’avventura, brano dalla venatura rhythm and blues interpretato in coppia con Wilson Pickett, esponente di punta di tale genere musicale. La canzone si classifica al 9º posto finale e i giornali dell’epoca non gli lesinano critiche – in molti casi spiacevoli e pretestuose – prendendo di mira la sua voce e il suo look. La consacrazione arriva l’estate di quell’anno con la celeberrima Acqua azzurra, acqua chiara e la vittoria del Festivalbar.

Il 1969 è un anno d’oro per l’artista e si conclude con Mi ritorni in mente, il singolo più venduto in Italia in quell’anno. Nonostante il successo come interprete non smette di scrivere per altri artisti: è dell’accoppiata Mogol-Battisti Il paradiso, uno dei più grandi successi di Patty Pravo. Negli anni ’70 si conferma come uno dei più importanti cantautori italiani e i suoi dischi sono costantemente ai primi posti dell’hit parade. Battisti è stato anche una figura estremamente schiva e riservata: durante la sua carriera è apparso sporadicamente in pubblico e si è prestato alla stampa con sempre minor frequenza fino a quando ha deciso di ritirarsi completamente dalla scena, non apparendo più neanche nelle copertine dei suoi album. Il 23 aprile 1972 esegue uno straordinario duetto con Mina, l’esibizione è la sua ultima apparizione televisiva in Italia. Il 12 dicembre si registra la sua ultima partecipazione ad una trasmissione radiofonica. Questo evento è l’ultima esibizione pubblica di Battisti nel nostro Paese. Nel 1973, caso raro nella discografia italiana, raggiunge il primo posto con Il mio canto libero e il secondo con Il nostro caro angelo. A Mogol il merito dei testi, ma solo Lucio Battisti era in grado di interpretarli come tutti noi ricordiamo. Una voce flebile che sapeva essere espressiva e farsi strumento musicale. I brani scritti con Mogol sono rimasti nella memoria collettiva al punto che alcune frasi dei testi sono entrate nel linguaggio comune come: “lo scopriremo solo vivendo”, tratta da Con il nastro rosa, o la frase “una donna per amico” con i suoi derivati tratta dal brano Una donna per amico. Dopo la morte di Battisti, il New York Times pubblicò un breve profilo su di lui scrivendo: “il più famoso cantante pop italiano, paragonato a volte a Bob Dylan, non per il contenuto politico delle sue canzoni ma per aver definito un’era”.

Questo il più grande merito di Lucio Battisti: essere stato con la sua musica inno di una generazione. Le sue canzoni sono diventate colonna sonora delle nostre vite, interpreti di un’epoca senza tempo. In quasi 30 anni di carriera Lucio Battisti ha inciso 19 album, oltre a numerose raccolte. Il sodalizio con Mogol si è chiuso dopo 12 LP. Poi una piccola parentesi con Grazia Letizia Veronese, in arte Velezia (la moglie), con E già. Infine, cinque album con Pasquale Panella come paroliere. Un periodo enigmatico, complicato e caratterizzato da sonorità e poetica distanti dal passato. Ma il genio era sempre presente. E continua ancora oggi: ogni estate durante i falò sulla spiaggia le sue canzoni non possono mancare, a cominciare da quella Canzone del sole che potrebbe tranquillamente essere insignita del titolo di “canzone più suonata alla chitarra”. Ieri, oggi, domani per Lucio Battisti (e la sua musica) non è stata solo un’avventura.