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By Barbara Cialdi
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Cantautore, compositore e polistrumentista, ma soprattutto poeta. Il grande Lucio Battisti, nato in provincia di Rieti il 5 marzo 1943, quest’anno avrebbe compiuto 75 anni. Durante la sua strepitosa e leggendaria carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi ed ha lasciato il segno: segno che ancora oggi, a vent’anni dalla sua morte avvenuta il 9 settembre 1998, è ancora vivido nella mente dei suoi ammiratori. Influente ed innovativo, Lucio Battisti è considerato tutt’ora uno dei massimi esponenti nella storia della musica italiana, sia come compositore che come interprete e, soprattutto, come scrittore di musica per altri grandi artisti, consacrandone la fortuna ed il successo.

La sua interpretazione ha mutato l’impronta pop/rock tipica italiana, rivoluzionando completamente l’idea di canzone melodica e tradizionale. Blues, elettro/pop, disco music, folk e soul sono solo alcuni esempi di contaminazioni musicali che il grande artista laziale ha introdotto nelle sue canzoni, trasformandole in veri e propri fenomeni che hanno cambiato la storia della musica. Grazie alla collaborazione con il paroliere Mogol sono nati brani che hanno raggiunto il mito. Storie sentimentali e di amicizia, ma anche di vita quotidiana, hanno coinvolto milioni di fan ed hanno caratterizzato una nuova forma di poesia, fatta di testi in cui la maggior parte della gente comune poteva immedesimarsi. A soli dodici anni, il piccolo Lucio chiese in regalo ai suoi genitori una chitarra e da vero autodidatta cominciò a muovere i primi passi della sua intensa carriera. A diciannove anni iniziò ad esibirsi come chitarrista girando in lungo e in largo l’Italia: viaggiare fu una costante della sua adolescenza, visto di lì a poco intraprese un tour in Germania e nei Paesi Bassi. Il giovane Battisti inizia anche a scrivere i testi delle sue canzoni più celebri: tra queste c’è anche Mi ritorni in mente, che inizialmente si intitolava Non chiederò la carità.

Il 14 febbraio 1965 una cacciatrice di talenti francese, Christine Leroux, riesce a fare incontrare Battisti e Mogol: è l’inizio di un sodalizio che cambierà per sempre il corso degli eventi. Battisti firma un contratto con la casa discografica Ricordi e debutta con il brano Adesso sì, presentato al Festival di Sanremo dall’esordiente Sergio Endrigo. Balla Linda, una delle sue canzoni più struggenti e famose, fece il giro del mondo: un successo inarrestabile, che richiamò l’attenzione delle case discografiche d’oltremanica, le stesse che producevano i bani dei Beatles. Da lì in avanti la sua carriera proseguì in continua ascesa: brani come  Un’avventura e Non è Francesca e successivamente Acqua azzurra, acqua chiara e Mi ritorni in mente raggiunsero un successo sinergico di pubblico e critica.

La fama e la notorietà però possono essere anche un’arma a doppio taglio: le uscite in pubblico del “Cucciolo” sono sempre più rare. Battisti inizia a manifestare un chiaro e forte desiderio di privacy. Nel 1970 l’artista dice addio ai concerti dal vivo. Proprio le stesse parole di Lucio Battisti confermano il fatto di aver necessità di avere più spazio e più tempo a disposizione per vivere in modo positivo nell’ambito personale ed artistico. “Io intendo seguire questa professione, intendo guadagnare, intendo divertirmi, intendo avere successo ma intendo anche vivere”. Ma il vero motivo del suo allontanamento dai palcoscenici pare fosse proprio la sua proverbiale precisione e la consapevolezza che mai i suoni ottenuti dal vivo potessero competere con la perfezione di quelli ottenuti in uno studio di registrazione. La sua mania di perfezionismo lo portò, altresì, nel 1973 a raggiungere contemporaneamente il primo e il secondo posto nelle classifiche italiane di vendita con i brani Il mio canto libero e Il nostro caro angelo, mettendo in riga mostri sacri come Pink Floyd e Elton John.

Mina, Patty Pravo, Bruno Lauzi e Nicola di Bari sono solo alcuni dei grandi artisti che hanno interpretato canzoni scritte per loro dal grande Lucio Battisti, senza contare tutte le cover riadattate sino ad oggi da artisti internazionali di grande successo. Ciònonostante, Battisti si chiude sempre più in se stesso. Il suo distacco da stampa e fan continua ad aumentare: rifiuta infatti un’intervista per Enzo Biagi e una richiesta di Gianni Agnelli che, sotto compenso di 2 miliardi di lire, lo invitava ad esibirsi al Teatro Regio di Torino. Nel 1975 parte per gli Stati Uniti, alla volta di New York, San Francisco e Los Angeles dove assorbirà nuove ispirazioni, soprattutto gli influssi della disco music, che lo porteranno alla nascita del brano Ancora Tu, una perla d’avanguardia dai suoni elettronici ed i ritmi sostenuti. Il 4 luglio 1980 Battisti appare per l’ultima volta in televisione e da lì in avanti il suo silenzio sarà totale, tanto che, dopo poco, finirà anche il sodalizio con Mogol. Degli ultimi anni di vita resta il ricordo sempre più nitido dell’uomo, scontroso e burbero, e dell’artista, talentuoso e disinteressato, che ha saputo dispensare emozioni e che continuerà a vivere nei ricordi di intere generazioni.

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