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By Luca Forlani
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Questa sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo ha avuto il merito di riportare sul palco dell’Ariston due artiste che hanno fatto la storia della nostra musica. Due voci tanto straordinarie quanto sfortunate. Sorelle affiatate nella vita e interpreti diametralmente opposte sul palcoscenico. Loredana Bertè e Mia Martini: l’una in gara e l’altra nell’emozionante omaggio di Serena Rossi. L’attrice partenopea, che sarà protagonista su RaiUno nel film tv dedicato a Mimì, nella terza seratab ha incantato l’Ariston eseguendo Almeno tu nell’universo in duetto con Claudio Baglioni. “Se pensavo a lei prima di conoscerla – ha detto l’attrice – pensavo a un’ingiustizia, a una violenza, a una discriminazione. Ho scoperto una grandissima artista, una grande donna”. Quindi ha aggiunto: “Stasera vorrei chiederle veramente scusa per tutto quello che le hanno fatto. Questo film è un atto d’amore per lei, per te Mimì!”. Almeno tu nell’universo rappresenta una delle cinque partecipazioni sanremesi di Mimì. Una delle più belle canzoni della musica italiana che al Festival arrivò soltanto nona. Il suo debutto sanremese è nel 1982 con E non finisce mica il cielo scritta da Ivano Fossati, prima canzone a vincere il Premio della critica, ora intitolato proprio a Mimì. Nel 1989 torna con Almeno tu nell’universo, dopo anni di lontananza dalla scene a causa di quella tremenda infamia, e rivince il Premio della critica. Nel 1990 si classifica al quarto posto con La nevicata del ’56 scritta da Franco Califano, ma vince ancora una volta il Premio della critica. Nel 1992 sfiora per un soffio la vittoria con la struggente Gli uomini non cambiano in cui Mimì esprime tutto il suo insuperabile talento artistico. Torna anche l’anno successivo in duetto con la sorella Loredana in Stiamo come stiamo. Le due artiste hanno due stili opposti, faticano ad amalgamarsi, e il pezzo viene relegato in quattordicesima posizione. Due anni dopo, il 12 maggio 1995, Mia Martini viene trovata senza vita nella sua casa di Cardano al Campo vicino a Varese. Loredana Bertè è sempre stata artisticamente molto diversa dalla sorella ma, come lei, ha avuto una vita difficile e travagliata. Se Mimì non è mai riuscita a vincere il Festival, pur essendo stata più volta insignita del Premio della critica, Loredana a Sanremo ha spesso destato scandalo. Arriva al Festival nel 1986 quando è già un’icona della musica italiana, canta Re scritta da Mango ma a restare nella storia, tra mille polemiche, è la sua esibizione con un finto pancione. Torna nel 1988 con Io e nel 1991 con In questa città scritta da Pino Daniele, classificandosi sempre nelle ultime posizioni. Il 1993 è l’anno della storica partecipazione con la sorella Mimì. Nel 1994 arriva tredicesima con Amici non ne ho, canzone autobiografica che la vede anche nelle vesti di autrice. Nel 1995 è la volta di Angeli & Angeli. Il 1997 è un ritorno drammatico per Loredana; si esibisce all’Ariston due anni dopo la morte dell’amata sorella. È una donna ferita dalla vita e canta tutta la sua rabbia.

Luna è un grido di dolore, Loredana la interpreta con tutta la forza che le è rimasta e urla: “e vaffanculo Luna!”. Nel 2002 la sua partecipazione rischia di saltare per dissidi con la sua casa discografica, interviene Pippo Baudo, direttore artistico di quell’edizione, e Loredana può così  gareggiare. Dimmi che mi ami si classifica solo al diciassettesimo posto. Nel 2008 è considerata la favorita. Tuttavia, Musica e parole viene squalificata in quanto la melodia del brano non è inedita. È nel 2012 che ottiene il suo miglior piazzamento: l’improbabile accoppiata con Gigi D’Alessio si rivela riuscita e Respirare arriva al quarto posto. La sua undicesima e ultima partecipazione è stata quella di quest’anno. Loredana è tornata all’Ariston dopo essere stata la regina dell’estate 2018 con Non ti dico no assieme a i Boomdabash, anche loro in gara a Sanremo 2019. Cosa ti aspetti da me è un pezzo rock scritto dalla sapiente penna di Gaetano Curreri, autore prediletto di Vasco Rossi. Un brano cucito su misura per Loredana Bertè. Ha cantato, interpretato e tenuto il palcoscenico con un forza e un’intensità che non aveva da anni. Ha infiammato l’Ariston fin dalla sua prima esibizione, e il pubblico dell’Ariston per ben tre volte, alla fine della sua travolgente performance, si è alzato in piedi e le ha tributato una lunghissima standing ovation. E l’ennesima dimostrazione d’amore da parte del pubblico è arrivata anche nella serata finale. Quando Claudio Baglioni ha comunicato che Loredana si è classificata al quarto posto, non riuscendo a salire sul podio, il pubblico ha iniziato a fischiare e a inneggiare il suo nome. Una protesta vibrante, come poche capitate precedentemente al Festival e che ha convinto i conduttori – Claudio Bisio in primis –  a concordare con l’organizzazione un nuovo premio, quello del pubblico dell’Ariston, che verrà consegnato proprio alla cantautrice calabrese. Al di là di quelli che sono stati i verdetti, al di là del premio del pubblico, Loredana Bertè ha vinto questo Sanremo 2019. E soprattutto ha vinto la gara più ardua, quella con la vita. Si è dimostrata più forte di tutto e si è ripresa quel posto d’onore nella musica che le spetta. A Mimì, la tanto agognata vittoria a Sanremo venne negata per un soffio nel 1992. Le giurie le preferirono Portami a ballare di Luca Barbarossa. Loredana avrebbe meritato di vincere Sanremo 2019, non solo per il valore di Cosa ti aspetti da me. Il suo sarebbe stato un trionfo ricco di significati. Loredana Bertè è una donna che ha saputo divorare questa vita crudele e un’artista immensa che con la sua musica ha fatto la Storia. E allora, grazie Loredana perché con la tua forza e il tuo talento straordinari ci hai emozionato e commosso. E questa è la vittoria più significativa di tutte.

 

Ph: Getty Images