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By Giuseppe Trapani
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Se decidi di scrivere un omaggio per i 25 anni di carriera di Laura Pausini sei consapevole di entrare in un campo minato e insidioso: parte immediatamente subito il gioco della torre del tipo “ah ma te sei un fan e quindi non va bene” oppure “ma vuoi mettere questa o l’altra popstar?” e così via via infinite stupidità tipiche spesso di un paese dei tanti campanili in cui tutti sono esperti di tutto e tutti si polarizzano in fazioni (oggi social fan page) fino quasi a “trollarsi” vicendevolmente in nome del non si sa che.

Quindi nulla di più sciocco e mediocre se i pregiudizi travalicano i fatti, i quali nel caso della Pausini ci parlano di una carriera inarrestabile in un susseguirsi senza cesure di singoli e album che ottengono tutti un gran successo e che hanno prodotto numerose collaborazioni con artisti italiani e internazionali quali Luciano Pavarotti, Tiziano Ferro, Raf, Biagio Antonacci, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Jovanotti, Marc Anthony, Alejandro Sanz, James Blunt, Kylie Minogue. Si può dunque con serenità affermare tutto l’orgoglio – per un percorso artistico applaudito oltretutto in mezzo pianeta – nei confronti di una cantante pop la cui cifra artistica merita oggi una riflessione.

Rimanendo – finché possibile – sul punto di vista squisitamente musicale, Laura Pausini è la cantante italiana contemporanea più ascoltata e amata nel mondo, a cui sono stati attribuiti premi e riconoscimenti di peso arrivando a conquistare il Grammy per il miglior album pop latino del 2006 (Escucha versione spagnola di Resta in Ascolto). Ebbene ascoltando in sequenza dalla Solitudine fino all’ultimo singolo Non è Detto (anticipatore del prossimo album Fatti Sentire in uscita il prossimo 16 marzo) e facendo un uso sufficiente di onestà intellettuale non si farà fatica  a riconoscere all’artista romagnola anzitutto un fiuto pressoché unico nella capacità di trovare quella che a me piace chiamare la “radio-genia” del suo repertorio cioè trovare e proporre la canzone giusta, radiofonica e cantabile, riconoscibile perché un distillato di pop dal sound internazionale.

Ma vi è un di più della Pausini che alcuni si ostinano a non vedere, ovvero quella coerenza stilistica che certa critica – snob e di maniera – vorrebbe destabilizzare quasi a mo’ di sabotaggio con la scusante del “sempre lo stesso stile”, salvo poi stranamente esaltarla per altri blasonati artisti gruppi per i quali non ci si sognerebbe mai di evidenziare il cambiamento. Sommessamente parlando, ho la memoria abbastanza lunga per ricordarmi  di carriere smarrite nel labirinto senza uscita della cosiddetta “ricerca di identità” e francamente la causa credo stia nell’essere stati come foglie in balia del vento del nuovismo a tutti costi per stare sulla cresta della tendenza del momento.

In altre parole parliamo della coerenza: ciò detto tutto si può dire a Laura Pausini ma che lei abbia sempre cantato ciò che ha voluto è da considerarsi il suo punto di forza e non viceversa, spesso prendendosi delle responsabilità pagate orgogliosamente in prima persona.

Si sarebbe tentati di chiamare tutto ciò “masochismo artistico” ma nel caso dell’artista romagnola ci si arrende all’evidenza dell’energia che senti nei suoi dischi e nei suoi live. In questi 25 anni di Pausini age vi è poi un pubblico forte e cresciuto nel tempo col quale l’artista – scriverebbe Ugo Foscolo – ha una “corrispondenza d’amorosi sensi” ovvero quel legame inossidabile  ben al di là dei numeri e delle vendite. Ma in fondo – me lo chiedo spesso – non è questo forse il segreto dell’arte, quello cioè di connettere gli animi? Credo di sì e nel caso di Laura Pausini è evidente questo magnetismo musicale ed emozionale che arriva a milioni di persone. Del resto l’autenticità non la crei in vitro, anzi: se essa è effimera dura il tempo di un hastag. E poi puff.

Mesi fa passeggiando lungo la spiaggia osservo un gruppo di adolescenti (di oggi) davanti al fuoco cantavano  Le Cose che Vivi. Forse sarà irriverente e c’è molto altro  per dire una carriera ma per me la cosa più bella di una vita in musica si condensa diventando l’emozione davanti ad infiniti falò nelle notti di mezza estate. E nel nostro canzoniere Laura Pausini ha il suo meritatissimo posto.