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Luca Fassina
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Wuthering Heights nel 1978 è il primo singolo di una cantautrice a raggiungere la vetta delle classifiche inglesi: spodesta gli ABBA, si prende il primo posto e ci resta per quattro settimane, trascinando con sé l’album The Kick Inside. Kate Bush ha solo diciannove anni, ma compone da otto e ha fortemente voluto quel singolo al posto di James and the Cold Gun, canzone scelta dalla casa discografica EMI.

Il merito di aver portato la giovane cantante all’attenzione della major è di David Gilmour, che ai tempi stava registrando con i Pink Floyd Wish You Were Here: impressionato dalle doti della ragazzina, paga di propria tasca per un demo di tre pezzi registrati all’AIR Studios di Londra. Bob Mercer – allora uno dei direttori della EMI – mette Kate Bush sotto contratto, ma non prima che lei si tuteli creando una società cui affiderà il proprio management; tra la sua giovane età e l’avvento del punk, il debutto del particolare cantato soft di Kate venne saggiamente rimandato.

I membri della sua KT Bush Band – eccezion fatta per il mandolino del fratello Paddy – vengono esclusi in favore di professionisti più esperti tra cui diversi musicisti degli Alan Parson Project e lo stesso Gilmour. Kate entra in studio nell’estate del 1977 col produttore Andrew Powell (in futuro avrebbe composto la colonna sonora del film Ladyhawke), che osserva da vicino, tanto da passare alla produzione dei propri lavori in soli due anni. Nonostante le sue radici musicali fossero fortemente legate agli anni Settanta, la cantante capitalizza la spinta rivoluzionaria del punk comprendendo che può ambire alla creazione di qualcosa di più duraturo, puntando sulla propria interiorità e sulla vorace fantasia.

Kate parla liberamente della propria sessualità (Feel It, L’ Amour Looks Something Like You); The Saxophone Song – tratta assieme a The Man With The Child In His Eyes dalla demo del 1975 – la vede fantasticare su un musicista in un bar di Berlino; Strange Phenomena si chiede quali poteri arrivino con la maturità, oltre a quelli legati al ciclo mestruale; la title track – ispirata dalla ballata tradizionale Lizie Wan – parla di una relazione incestuosa tra fratelli.

Il brano Moving è dedicato all’insegnante di danza Lindsay Kemp, che le dava consigli su come muoversi sul palco, come già aveva fatto per David Bowie; Them Heavy People è una riflessione sugli scritti religiosi del filosofo George Gurdjieff, uno dei diversi padri spirituali che hanno contribuito alla sua rapida maturazione come compositrice. Un ottimo inizio di una carriera che non accenna minimamente a finire, nonostante il suo ultimo disco in studio risalga al 2011.