Pianista Indie e Il Cile: storia di un’amicizia

L’estate secondo WOMO
17 Luglio 2020
Le illustrazioni erotiche (e femministe) di Olga Galeeva
23 Luglio 2020

By Paola Ferro
20 Luglio 2020

Il Cile e Pianista Indie sono due musicisti che hanno molto in comune: entrambi, moderni e contemporanei, hanno tuttavia qualcosa che li distingue dalla massa. Pianista Indie dice di esser rimasto folgorato dal primo singolo de Il Cile, che ritiene avere qualità cantautorali non comuni e paragonabili alla scuola del migliore cantautorato italiano. Il Cile, per Pianista Indie ha profonda ammirazione e, nonostante la sua malcelata timidezza, con lui riesce a esprimersi liberamente e al meglio. Questa è molto di più che una canzone: è la storia di un’amicizia. Andrà tutto bene la prima alchimia.

Pianista Indie, cosa ti ha colpito de Il Cile?

Mi ha colpito subito al primo ascolto, già dal primo singolo. Mi ha scioccato perché ho rivisto in lui e la sua musica, qualcosa di me. Ho provato la sensazione di essere sbarcato su un pianeta nuovo, dove c’era chi, finalmente, parlava la mia lingua. Un innamoramento immediato per un modo di fare musica d’altri tempi, con le parole che non sono necessariamente aggressive e volgari, ma costruiscono pensieri. Una stima reciproca professionale che è diventata una bellissima amicizia.

 

Com’è nata Andrà Tutto Bene?

Tra noi c’è una compatibilità che definirei magica, grazie alla quale dalla metà del 2019 stiamo collaborando. Stavamo giusto registrando cinque canzoni che avevamo scritto insieme, quando l’emergenza ha sconvolto la vita e i piani di tutti.  Da una dimensione ideale, che ci vedeva chiuderci in una stanza per lasciare che musica e parole fluissero liberamente, il distanziamento e l’impossibilità di incontrarsi, diventava la nostra realtà. Sentivamo la responsabilità di incontrare il nostro pubblico, di cercare d’intrattenerlo e accogliendo l’invito alla Challenge promossa da Elisa e Tommaso Paradiso, abbiamo coinvolto i nostri fan e davanti a loro e con loro, in diretta Instagram è nata di getto e spontaneamente Andrà Tutto Bene, conclude Il Cile.

 

Il 16 marzo 2020 tra le 16 e le 17 nasceva Andrà Tutto Bene. Pianista Indie, mi racconti come è andata?

Il Cile con la chitarra e un Mac, io con tre fogli e un pianoforte, tutta l’emozione, l’empatia derivata dal dolore palpabile del momento e la canzone era lì che “urlava” tutta la speranza e la vita che aveva in sé, chiedendo di essere arrangiata e registrata. Dopo un veloce scambio di telefonate abbiamo deciso di coinvolgere il chitarrista e producer Domenico “il Camba” Cambareri, con il quale entrambi avevamo già avuto modo di lavorare separatamente. Lui ha accettato con piacere l’incarico, mettendosi immediatamente al lavoro coinvolgendo due ottimi musicisti, Giulia Monti al violoncello e Pietro Spinelli al pianoforte.

Il Cile, non l’avete pubblicata subito, perché?

Non ci piaceva l’idea di cavalcare l’onda del momento. Andrà Tutto Bene meritava di più che essere un mezzo per attirare l’attenzione su di noi. L’occasione giusta e filantropica è arrivata con la GSD Foundation, un’organizzazione no profit col fine di promuovere la ricerca scientifica, che conosciamo personalmente. Siamo certi che tutto quello che sarà raccolto andrà a buon fine. Scrivere questa canzone ha fatto bene a noi e confidiamo possa aiutare a propagare la voglia di donare, di scoprire come nella fratellanza, ora più che mai, ci sia la vera forza. 

 

Siete un po’degli extraterrestri nel panorama musicale di oggi. Qual è la vostra opinione a riguardo?

Negli ultimi cinque anni c’è stata un’accelerazione. Si è messo da parte tutto quello che è nel nostro DNA, considerato che siamo la patria del bel canto. I nuovi discografici sembrano voler dimostrare come sia necessario sterzare bruscamente, sempre e comunque. Il panorama è simile a una scacchiera, dove si fanno le solite, prevedibili, uscite estive. Non è più musica. Il dramma che abbiamo vissuto ci ha fornito una grande occasione per redimerci. Purtroppo assistiamo invece, a un copia incolla dei soliti tormentoni, stesse voci che si alternano col gioco delle tre carte. Ognuno è libero, o dovrebbe esserlo, di scegliere cosa ascoltare, mentre non è più così. Noi stiamo lavorando ma per questa estate abbiamo deciso di lasciare lo spazio dovuto a questa canzone e al suo compito.

 

Questo incontro mi ha permesso di comprendere quanta bellezza si nasconda dietro alla maschera di Pianista Indie e la timidezza de Il Cile. Due artisti che faranno parlare a lungo di sé, non tanto a parole ma con una filosofia di vita, che non prevede divisione alcuna, né di razza né tantomeno sociale. Una musica, la loro, che parla col cuore e al cuore.