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By Andrea Ienco
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Francesco Gabbani, dopo aver vinto il Festival di Sanremo 2017 con la canzone Occidentali’s karma ed essere arrivato sesto all’Eurovision Song Contest 2017, si è presentato ai suoi fan con un nuovo lavoro: Magellano.

Un album che, nonostante le altissime attese, arriva sul mercato discografico con una tracklist alquanto scarna. Solo otto brani inediti, tra i quali l’ormai conosciuta Occidentali’s karma e la bella Foglie al gelo, quest’ultima presente già nella colonna sonora del lungometraggio Poveri ma ricchi. Presente anche la cover Susanna, Susanna del brano del 1984 (a sua volta già cover) di Adriano Celentano, palese figura di riferimento per Gabbani.

Per presentare Magellano, Francesco ha spiegato di aver preso spunto dal navigatore che, cercando una nuova rotta per raggiungere l’Asia, ha scoperto un passaggio che in suo onore è stato chiamato Stretto di Magellano. Il titolo dell’album ricorda proprio questo esploratore e lascia intravedere la volontà di Gabbani di compiere una vera rivoluzione musicale. Il tema del viaggio è il filo conduttore che collega tutte le canzoni, creando una sorta di mappa in cui l’ascoltatore si muove per il mondo.

Magellano, che apre la terza fatica discografica dell’artista, è un brano che ascolteremo molto probabilmente spesso alla radio: ricco di influenze etniche mixate a una musicalità sfacciatamente pop. Gabbani descrive gli anni passati a calcare palchi con “sudore, fiato e cuore” in attesa di “baciare a un tratto in bocca la felicità“, collegandosi con la mente alla terra argentina esplorata dal navigatore lusitano da cui ha preso spunto il titolo della canzone e dell’album.

Con Tra le granite e le granate Francesco mostra ancora una volta la sua capacità di creare veri e propri tormentoni. A moment of silence, invece, è una canzone che a dispetto del titolo è in italiano, e ha un ritmo serrato e pieno di richiami storici, filosofici e culturali; un brano che colpisce sin dal primo ascolto.

Funziona forse un po’ meno la versione più lenta e introspettiva di Gabbani, ovvero l’indole di La mia versione dei ricordi e di Foglie al gelo. Dopo averlo apprezzato in brani dal sapore ironico che lo hanno reso famoso, suona un po’ meno credibile quando parla di emozioni in maniera più seria. Susanna, Susanna è forse la ciliegina sulla torta di questo album: l’arrangiamento della cover è coerente con il resto del disco, e la musica elettronica ne fa da padrona. Rimane il sapore anni ’80 dell’originale ma l’interpretazione di Gabbani, quasi ammiccante, regala la giusta dose di contemporaneità al pezzo.

Pachidermi e pappagalli è un miscuglio di pensieri sull’umanità, in particolare sulle abitudini di massa, e permette all’ascoltatore di fare una riflessione su temi non banali. In chiusura c’è Spogliarmi, composta da tanti effetti musicali inaspettati che spiazzano e allo stesso tempo divertono chi li ascolta.

Magellano compie al meglio il suo dovere: spiega che Francesco Gabbani non è una meteora, ma è un cantante che interpreta il pop in maniera intelligente, divertente e contemporanea. La punta dell’iceberg, Occidentali’s karma, non è ripetibile per successo quantitativo e qualitativo, ma le altre canzoni mostrano un repertorio vario e solido.

BRANO MIGLIORE: Occidentali’s Karma

VOTO: 8,5/10

TRACKLIST

1 – Magellano

2 – Tra le granite e le granate

3 – Occidentali’s Karma

4 – A Momento of silence

5 – La Mia versione dei ricordi

6 – Susanna, Susanna

7 – Foglie al gelo

8 – Pachidermi e pappagalli

9 – Spogliarmi