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By Andrea Ienco
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ART

­­­­­­­È arrivato in tutti i negozi di dischi il progetto nato dalla collaborazione tra J-Ax e Fedez. “Comunisti col rolex” è un album interessante, non scontato, con la presenza di numerose collaborazioni prestigiose. Da Loredana Bertè ad Arisa, da Levante e Stash ad Alessia Cara e Alessandra Amoroso. Comunisti col Rolex è scritto interamente dalla coppia, con la partecipazione di Calcutta ai testi di Milano Intorno e Allergia.

L’album è stato registrato negli studi di Newtopia a Milano e prodotto dalla coppia Takagi & Ketra.

Fedez definisce l’album “coraggioso perché Comunisti col Rolex è il titolo che spiega la grande contraddizione che vede il cuore a sinistra e il portafoglio a destra, che per noi non esiste. Se sei ricco non puoi trattare temi sociali? Abbiamo fatto leva sull’incoerenza di un concetto che esiste solo in Italia. È il simbolo del nostro riscatto sociale. Non esistono artisti coerenti da nessuna parte. Io mi definisco un povero arricchito e, in Italia, ci si può ancora arricchire onestamente. Ne vado fiero, senza nasconderlo”.

L’album si apre con Assenzio feat Stash e Levante, un brano che si pone come obiettivo quello di un’apertura verso il mondo del pop e che, come dimostra il continuo passaggio nelle radio, ha un ritmo e un ritornello che rimangono nella testa. Nella title track Comunisti col rolex i due cantanti elencano tutta una serie di luoghi comuni sulla ricchezza e sulla sinistra ricca, quella chiamata per l’appunto “Comunisti col rolex”. Nonostante il tentativo di far polemica sia il testo che la musica sembrano essere già stati sentiti. Ne Il giorno e la notte feat Giusy Ferreri viene confermata l’attitudine della cantante palermitana al cantare alla perfezione i ritornelli delle canzoni: dopo il tormentone estivo Roma-Bangkok anche in questa canzone, che parla di una storia d’amore travagliata, riesce a dare quello sprint necessario alla canzone per farla diventare un successo. Senza pagare è un classico brano pop che potrà probabilmente diventare un tormentone musicale ma con un testo fra i più banali e scontati dell’intero album. In Fratelli di paglia si parla di rapporti, siano essi lavorativi o di amicizia, finiti male. Tutto il mondo è periferia è il manifesto del populismo: la frase “scappavo da Salvini e ho trovato Trump” lascia ben intendere l’intero contenuto della canzone. Milano intorno invece colpisce nel segno, un testo maturo che crea alla canzone un’atmosfera particolare e piacevole con un ritornello, scritto da Calcutta, che funziona benissimo ed è molto orecchiabile. È ormai passato quasi un anno da quando Vorrei ma non posto ha iniziato a entrare nelle nostre case facendoci ballare e divertire. Ha il grande pregio di essere una canzone incredibilmente pop, parlando di argomenti strettamente attuali: questioni social, problemi da follower. Ne L’Italia per me feat Sergio Sylvestre si parla con nostalgia di quando i due cantanti erano persone normali, umili, quando andavano ancora al Luna Park e rappavano non negli stadi ma nei centri sociali. Oggettivamente è un pezzo orecchiabile ma in chiaro contrasto con la title track. Musica del cazzo è una delle canzoni più brutte dell’album, fare riferimento al titolo per recensirla sarebbe troppo cattivo quindi meglio sorvolare. Piccole cose feat Alessandra Amoroso è un brano piacevole, che non smetteresti mai di ascoltare. “Nonostante tutto ciò che puoi ottenere e comprare con il successo, proverai sempre nostalgia per cose piccole e semplici”. Pura verità.

Ne Cuore nerd feat Alessia Cara si parla del fascino che hanno i ragazzi appassionati di tecnologia, serie tv e fumetti. È un brano estivo, leggero, non rivoluzionario ma che si fa apprezzare. Anni luce feat Nek è una ballata che forse non entrerà nella storia ma grazie a una strofa estremamente orecchiabile riesce a sopperire alle mancanze di un ritornello non da hit. Ne Meglio tardi che mai feat Arisa troviamo la traccia con la parte rap più marcata con Arisa chiamata a cantare il ritornello di una canzone che parla della fine dolorosa di un amore. Allergia feat Loredana Bertè è uno dei brani più belli dell’intero album. È una canzone che fa riflettere sull’ansia e sui suoi effetti e che grazie alla straordinaria collaborazione della Bertè diventa un piccolo gioiellino. L’ultima traccia dell’album, Pieno di stronzi, francamente lascia indifferenti: senza infamia e senza lode.

Complessivamente Comunisti col Rolex è un album interessante, si fa ascoltare piacevolmente ma è doveroso sottolineare che senza la fondamentale presenza delle collaborazioni con Loredana Bertè, Arisa, Alessandra Amoroso e Stash sarebbe stato decisamente sottotono.