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By Matteo Squillace
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Tra la seconda e la terza settimana di aprile comincia a sentirsi un certo fermento nell’aria: la primavera ha ormai sprigionato tutto il suo potenziale, e dal 1999 a Indio, California, si celebra questo ritorno alla natura e alla vita con il Coachella Valley Music and Arts Festival. L’idea di istituirlo venne nel 1993 a Paul Tollett, manager e promotore di eventi, dopo aver assistito a un concerto dei Pearl Jam presso l’Empire Polo Club di Indio, una località fino ad allora sconosciuta: affluenza durante la serata? Venticinquemila persone.

Vuoi la posizione e il clima a dir poco “singolare”, il successo è aumentato col passare delle edizioni (la prima nel 1999), fino ad arrivare a quello che è lo stato attuale delle cose. Visual giganteschi, installazioni, opere d’arte e sei palchi disseminati su un’area gigantesca: e tutti, ma proprio tutti, che vogliono parteciparvi. Se siete tra i fortunati possessori di un biglietto guardatevi bene intorno, potrebbe capitarvi di andare a ordinare una birra e trovarvi accanto Sara Sampaio che sorseggia un drink in attesa della performance di The Weeknd.

Ok l’atmosfera, le palme e i vip, ma la musica? Ovviamente, a coloro che non interessa apparire su Instagram sotto l’hashtag #coachella o farsi una foto con Jaden Smith dovranno pur essere accontentati. E quindi, per l’edizione 2017 gli headliner rispondono al nome di Radiohead, Lady Gaga (chiamata a sostituire una Beyoncè in dolce attesa) e Kendrick Lamar (forte dell’uscita del suo nuovo album, Damn). La lista continua all’infinito: Travis Scott, BANKS, Loco Dice, Future, Dj Snake, Justice, Skepta, Four Tet, Lil Uzi e Devendra Banhart. Sempre lunga vita al Festival di Sanremo, ma un po’ di invidia concedetecela pure…

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When @dillonfrancis and @g_eazy give you a shout out. . . . ?

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