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By Redazione
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Artista dell’anno nel 2015 agli International Classical Music Awards e vincitore del prestigioso premio ECHO Klassik nel 2016, a soli 26 anni Yury Revich è già una star internazionale. Un talento folgorante e una vivacità artistica che lo rendono non solo un grande virtuoso del violino, ma anche un personaggio di interesse per il mondo della cultura e dell’arte. Si conferma pertanto uno degli artisti più sensibili e versatili della sua generazione, riuscendo a coniugare il rigore stilistico delle performance classiche alla creatività della musica elettronica. Il 23 marzo 2018 tornerà ad esibirsi in Italia, accompagnato al pianoforte da Simone Di Crescenzo, in un concerto celebrativo per Gioachino Rossini, in occasione dei 150 anni dalla scomparsa di uno dei più grandi geni musicali che l’Italia abbia mai generato. La serata sarà impreziosita dalla partecipazione straordinaria di una diva internazionale del mondo dell’Opera: la superstar Sumi Jo.

Raccontaci come è nata la tua passione per il violino e quali sono state le figure fondamentali per la tua formazione.

Rappresento la quarta generazione di violinisti nella mia famiglia. Non sono nato con lo strumento, ma a 5 anni arrivò il mio momento di diventare violinista e ne sono orgoglioso. Mi sono sempre ispirato alla mia famiglia e ai miei insegnanti. Mio padre è ancora il mio mentore e maestro: apprezzo sempre le sue critiche e i suoi complimenti. Non ho idoli, credo che ogni artista debba andare per la sua strada e diventare la versione migliore di se stesso, e non di qualcun altro.

 

Come riesci a coniugare la tua vita artistica, che ti porta a girare il mondo, con quella di un ragazzo della tua età ?

Facilmente. Sono un giovane artista che viaggia molto, mi piace incontrare nuove persone, scoprire nuovi posti e uscire allegramente con amici e personalità che mi ispirano.

 

Nel 2016 hai vinto il prestigioso premio ECHO Klassik per l’album dedicato alle 8 stagioni, ovvero le quattro di Vivaldi e le quattro di Piazzolla. Quali saranno i tuoi prossimi progetti discografici ?

Sto per completare un progetto intitolato Mission Paganini. I lavori più complessi composti per violino da Paganini e i suoi contemporanei, con nuovi arrangiamenti e visual effects. Mi piacerebbe molto portare questo progetto in Italia, dato che Paganini è un eroe nazionale e un virtuoso italiano. Quindi stay tuned.

Friday nights with Yury Revich – Concerts of Arts è il titolo di un grande progetto che porta il tuo nome e che unisce musica, arte e moda. Parlaci di questa iniziativa, di come è nata e dei suoi obiettivi. Ti piacerebbe portarla anche in Italia ?

Desidero fortemente condividere questo progetto con il pubblico italiano soprattutto perché l’idea è ispirata al Rinascimento, combinando diverse forme di arte sotto un unico progetto: portiamo musicisti, pittori, performing artists, attori, ballerini, designer e profumieri (arte dell’esperienza sensoriale). Tutti artisti giovani, ma già famosi, che si riuniscono pochi venerdì all’anno nei migliori posti di Vienna e creano esperienze uniche, celebrando la bellezza della fusione artistica.

 

A marzo suonerai per la prima volta a Firenze in un concerto interamente dedicato a Rossini. L’evento, che prevedrà la partecipazione di Sumi Jo come special guest, si svolgerà all’interno di un museo. Ti piace suonare in spazi alternativi rispetto ai teatri e alle sale da concerto ?

Assolutamente si, la musica è un linguaggio universale che non ha confini. Suono in piccole sale di case private, nelle migliori sale da concerto del mondo, negli stadi e all’aperto. La musica può essere eseguita ovunque e sono entusiasta di suonare in un luogo così bello al fianco di artisti fantastici.

 

In questa occasione ti esibirai con il pianista italiano Simone Di Crescenzo. Parlaci della vostra collaborazione artistica e dei progetti futuri che intendete sviluppare insieme.

Ci scambiamo molte idee, Simone è un pianista di talento eccezionale e abbiamo una grande energia quando lavoriamo insieme. Non parliamo molto durante le prove – parliamo attraverso la musica, la bellezza del suo linguaggio ci unisce. Ci esibiremo ancora in Italia a luglio e speriamo in molti altri progetti insieme!

 

Suoni un meraviglioso strumento, ovvero lo Stradivari “Principessa Aurora” del 1709, un pezzo di grandissimo valore. Hai mai pensato chi lo abbia potuto suonare nei secoli passati e in quali occasioni ?

Si, ma se te lo dico poi dovrò ucciderti! Alcuni grandi violinisti lo hanno suonato. Ma io sono il principe che ha risvegliato la “Principessa Aurora” dopo settant’anni anni di silenzio. (sorride ndr)

Sei molto attento al tuo stile. Quali sono le prossime tendenze e i tuoi interessi nel mondo del fashion ?

Seguo sempre il mio stato d’animo e le mie sensazioni quando scelgo i miei outfit. Posso indossare le stesse cose per due-tre giorni e va bene. Mi piace lavorare con i giovani designer. Credo nel talento, nella creazione e nella fantasia: tre caratteristcihe che mi piace ritrovare negli indumenti che indosso.

 

Tre oggetti che non mancano mai nella tua valigia?

Spray per capelli, un pacco extra di corde per il mio Stradivari e un paio di Jimmy Choo.

 

Quali sono gli accessori che reputi indispensabili per essere glamour?

Sii te stesso. Divertiti ad essere te stesso. Non aver paura di essere te stesso e di mostrarti al mondo!

 

Ph: Elisabeth Gatterburg
Outfit: Gucci, Jimmy Choo, Versace, Zara 

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