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By Lorenzo Sabatini
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Wenbo You, classe 1986, è uno shoe designer asiatico residente a Milano che dopo gli studi in Marangoni ha compiuto un incredibile percorso professionale. In questa escalation ha collaborato con diversi marchi svolgendo varie mansioni (dal pr assistant al designer), dimostrando così di avere i requisiti dei creativi 2.0, ossia quel mix di doti creative e comunicative imprescindibile per avere successo oggi. L’ultima collaborazione di Wenbo in ordine di tempo è quella siglata con il brand russo Grinko, per il quale ha realizzato le scarpe dell’ultima collezione SS18 presentata alla scorsa fashion week milanese. Nel 2015, ormai consapevole del suo know-how e stimolato dal continuare da solo il proprio percorso di crescita, Wenbo ha fondato WenboYou Milano, la sua linea di footwear e prodotti sportswear/deluxe interamente Made in Italy. Si occupa di organizzare ogni aspetto del brand: dalla creazione alla produzione e anche delle sales campaign.

Come ti descriveresti?

Bella domanda. Sono una persona estremamente percettiva. Credo di aver sviluppato una sorta di attrazione naturale verso le cose piene di bellezza. Amo la musica, l’arte, la pittura, ogni cosa commovente cattura la mia attenzione. Sono come Beyoncè ma non so veramente cantare, sono Britney Spears ma non so veramente danzare. In verità la cosa che mi riesce meglio è realizzare scarpe e la gente le vuole immediatamente. Presuntuoso? No, semplicemente sono molto sicuro di me stesso: quando si parla di moda sono sempre convinto di saperne di più.

 

Ti capita di giudicare uno sconosciuto dalle scarpe che indossa?

Assolutamente sì, le scarpe sono un biglietto da visita infallibile: da lì si può immediatamente risalire alla personalità di chi le indossa. Credo di aver scritto un articolo tempo fa a riguardo. Le scelte del subconscio sono le più interessanti da analizzare ed è veramente divertente giudicare prima di conoscere una persona: 8 volte su 10 la gente non mi sorprende dopo che l’ho conosciuta, ossia è esattamente come l’avevo immaginata.

 

Perchè hai deciso di lanciare una linea sportswear deluxe?

Nel mio caso lo chiamerei più footwear sporty: è in cima alla lista dei trend da sempre, e non invecchia mai. Volevo creare una linea che avesse le seguenti caratteristiche: top design e prezzi di medio livello, andando a soddisfare una fetta del mercato importante e che spesso fatica a trovare prodotti di una certa qualità a prezzi ragionevoli. Chiunque può permettersi un paio di scarpe sportive da 200 euro, è un prezzo medio, ma se parliamo di scarpe veramente cool allora i prezzi possono salire fino a superare i 1000 euro. Sono tantissimi quelli che vogliono essere non convenzionali, che vogliono essere differenti: io mi rivolgo a loro. Voglio che la gente guardi le mie scarpe esclamando “Wow”  e in seguito, dopo aver controllato il prezzo, vorrei che pensassero “Beh, non è poi così tanto con questo design e questi materiali, queste scarpe valgono ogni singolo centesimo che ci ho speso”.

 

Ami essere edgy, giusto?

Beh, io odio essere noioso. O essere ordinario. Ed è divertente, perchè essere edgy non significa essere stupidi: tutti almeno una volta nella vita dovrebbero provare a tingersi I capelli di viola. Non voglio sulla mia lapide che ci sia scritto “Morto a 78 anni, sepolto a 28”.

Quando sei più creativo?

Poco prima di dormire. Mi viene sempre in mente una grande idea due secondi prima di addormentarmi, poi mi alzo e scrivo una piccola bozza della mia idea. Al mattino invece è già tanto se riesco ad accendere il gas per il caffè. Lì il tasso di creatività è pari a zero.

 

Il tuo designer preferito?

Uno soltanto: Alexander McQueen. È morto a 40 anni, un’età perfetta. Ogni tanto mi chiedo cosa farebbe se sapesse che la gente considera una sneaker bianca il suo lascito più grande…credo non la prenderebbe benissimo.

Qual è il migliore momento della giornata?

Quando realizzi che sono le sette di sera e domani è sabato. I fornitori e i clienti non ti contatteranno sicuramente. Da quando ho iniziato a produrre la mia linea ogni giorno devo risolvere un problema diverso. In altre parole, ogni giorno è una sfida. Non è semplice realizzare le scarpe seguendo i miei sketch, e ogni singola parte del processo va male se non faccio attenzione. Non è semplice spiegare nc le parole come voglio che sia realizzata, ci vuole tantissima comunicazione per far funzionare le cose. Fortunatamente più passa il tempo più mio team riesce a far funzionare le cose in maniera veloce, e sono felice che siamo così affiatati.

 

Che genere di musica stai ascoltando in questo periodo?

Opera e musica classica quando voglio rilassarmi, pop quando ho bisogno di tirarmi su, jazz quando penso ad un business plan.