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Vhelade
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Vhelade

Oro Nero

Molti di voi si ricorderanno di Vhelade e della sua splendida voce accanto a Piero Chiambretti. Dai tempi di “Markette” fino ad arrivare al ben più recente “Grand Hotel Chiambretti”.

Vi ricorderete di Vhelade che interpreta mostri sacri come Sade e vi ricorderete di lei sempre bellissima e impeccabile. Ora, io la ragazza l’ho vista anche in felpa e calzettoni di spugna rossi e anche così, la sera prima di andare a letto, fa parte della categoria “donne praticamente perfette”. Insopportabile. Ma va bene così. Vhelade è un’amica, posso tollerare lo stile pieno di personalità e quella 38 scarsa che non diventerà mai una taglia quaranta.
Il tredici uscirà con un singolo: “Oro nero” estratto dall’album “AfroSarda” che vedrà la luce più avanti in versione integrale. Ci racconta questo “figlio” in anteprima. Anzi, mi racconta ed io vi riporto la storia. Mi piace l’idea di sentirmi indispensabile e insostituibile.

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Allora, partiamo dalle basi e dalla classica domanda che non si può non farti, cos’ha rappresentato per te il mondo “Chiambretti”?

Una scuola vera e propria. Chiambretti è stato un grande maestro, mi ha dato molto ed ha creduto in me; mi ha dato la possibilità di mettermi alla prova e di dimostrare quello che valevo, A lui e soprattutto a me stessa.

La tua è una vita da film, cos’altro ha influito , oltre agli anni di lavoro con Chiambretti, a farti crescere come artista?

Non è che la mia vita sia un film, la vita di tutti dovrebbe essere un film. Comunque parlando del “mio film” o di questa vita che tu definisci un film, (ride) direi che le basi che mi hanno dato i miei genitori sono state importanti: non sono cresciuta all’interno della classica famiglia da pubblicità.
Fino a tredici anni non sono mai stata ferma, con i miei ho viaggiato, ho vissuto all’interno del mondo del circo, ho cambiato continuamente mondo, amici, prospettiva. Cambiamenti che mi hanno arricchita. Tesori che non si possono comprare.

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Hai uno stile molto personale, eccentrico, glamour, che rapporto hai con la moda?

Il mio rapporto con la moda è singolare. Adoro vestirmi, mischiare stili diversi e mettere insieme stili contrastanti tra loro. sono cresciuta in una famiglia di etroversi eccentrici artisti, e ho sempre preferito non ostentare troppo. odio fare shopping, ma adoro ricevere i vestiti dagli stilisti, (ride) mi definisco una radica (glamour) l punk radical (glamour punk) adoro gli anni 80, i chiodi le reebok e le salopet,

Vhelade, Venerdì 13 esce “Oro nero”, ma non eri superstiziosa?

No, io non sono superstiziosa, io esorcizzo!
E fare uscire questo pezzo, a cui mi sento particolarmente legata, proprio di venerdì’ tredici mi sembrava un ottimo modo per esorcizzare.

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“Oro nero” ha avuto una lunga lavorazione. Puoi raccontarci qualcosa?

Ho iniziato a scriverlo con Fabio Merigo, il mio socio. Ha avuto la sua normale crescita, ma tu un certo punto, verso la fine della sua lavorazione, mi sono resa conto che mancava qualcosa. Quello classico “qualcosa” Che nemmeno tu riesci ad individuare. Una notte, mentre aspettavo in Puglia di prendere un aereo per tornare a casa, mi sono ritrovata ad ascoltare per caso alla radio Battisti, ho trovato il “qualcosa che stavo cercando: L’“oro nero” giusto .

Parli di questo pezzo, come se stessi quasi parlando di tuo figlio!

È vero, infatti considero i miei pezzi come i miei “bambini”. I miei figli.

E cosa ti aspetti da questi figli?

Che non tornino a casa. Che vadano in giro per il mondo, che lascino qualcosa negli altri. Qualcosa di bello, almeno spero.

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Ph: Vicky Reder
Interview: Micol Ronchi
MUA: Fabiana Amabile
Stylist: Toni Serianni & Seren Dipity
Video: Alessandro Gianotti & Francesca Nira

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