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By Luca Forlani
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Siamo nel 2001: nasce Wikipedia, muore Maria Josè del Belgio ultima regina d’Italia, i Paesi Bassi sono il primo Paese al mondo a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, si assiste all’eclissi solare totale, Rita Levi Montalcini viene nominata senatore a vita. E l’estate di quell’anno alzi la mano chi non ha cantato, almeno una volta, il ritornello “dammi tre parole sole, cuore e amore”. Un successo incredibile: conquista la classifica restandovi per cinque mesi, di cui die al primo posto, e risulta come il secondo singolo più venduto di quell’anno in Italia. A interpretarlo una giovane cantautrice: Valeria Rossi. Improvvisamente si trova catapultata su tutti i palchi più importanti che divide con star del calibro di Vasco Rossi ed Eros Ramazzotti. Vince il Festivalbar come rivelazione dell’anno. Un successo clamoroso quanto effimero. Valeria continua a cantare ma soprattutto a scrivere. Compone per altri artisti come Mietta e prosegue la sua evoluzione artistica, lontano dai riflettori. Adesso è proprio il piccolo schermo a darle una nuova occasione: è tra le protagoniste di Ora o Mai Più, show musicale che ogni venerdì in prima serata su RaiUno sta battendo tutti i record di ascolti.

Come sta andando l’esperienza di Ora o Mia Più?

Al di sopra delle mie aspettative. Quando mi hanno proposto di partecipare avevo intuito che fosse una trasmissione di buon livello. Il risultato ha superato le mie previsioni. Sono sorpresa dal successo del programma. La rete crede molto nella trasmissione e io mi sto divertendo. Me la sto vivendo intensamente. È una bella occasione per farmi conoscere pienamente al di là di Tre Parole. Sono felice di cimentarmi in brani che non conoscevo, lontani dal mio stile. È un bellissimo modo per creare contaminazioni interessanti.

Nell’ultima puntata avrai la possibilità di far sentire un tuo nuovo brano…

Canterò una canzone che sembra stata scritta apposta. È una canzone che va in profondità e che mi rappresenta al meglio per come sono “ora”.

 

Quando hai scritto la tua prima canzone?

Intorno ai 16 anni, iniziai a fare dei provini con le audiocassette. E lì ho iniziato a usare questo codice per esprimermi. Ero molto timida e quello era un canale per comunicare al mondo. Credo che la musica sia un vero e proprio urlo di disperazione. Da qualche anno conduco dei laboratori con bambini nelle scuole; li porto a tirare fuori le loro emozioni e cerco anche di fargliele mettere in musica. Tutta la classe partecipa attivamente liberando, attraverso il canto e il suono, timidezze, disagi, paure. Questo permette loro di sviluppare una bella creatività. Ognuno di noi ha a disposizione uno strumento formidabile che è il nostro corpo, ma non tutti lo sappiamo usare. La voce è un ponte che accorda l’interno con l’esterno.

 

I bambini che atteggiamento hanno nei confronti della musica?

Non aspettano altro. Stanno crescendo in un periodo storico di grande appiattimento. E molti genitori sbagliano a incanalarli in quello che pensano sia giusto. Si tratta però di convinzioni che in realtà li limitano.

Torniamo a quell’estate del 2001, Tre parole fu un successo incredibile. Che ricordo hai?

Avevo un contratto con la Sony già da qualche anno, ma come autrice e compositrice. Scrivevo per altri, non avevo esperienza di palco. Uno degli editori, Enrico Romano, ascoltò un provino di Tre Parole cantato da me e ritenne che dovessi inciderlo direttamente io. Mi sono immediatamente ritrovata sui principali palcoscenici italiani accanto ai big della musica. All’epoca non ero consapevole. Oggi me la sarei vissuta molto meglio. E, visto il successo, nelle pause tra un’esibizione e l’altra correvo in studio a registrare l’album. Insomma, me la sono goduta molto poco.

 

Una canzone non tua che avresti voluto scrivere?

Quello che dei 99 Posse.

 

All’epoca di Tre Parole sei stata protagonista della famosa “intervista doppia” de Le Iene e ti accoppiarono con Orietta Berti, quando si dice la preveggenza …

Sai che non lo ricordavo? Ad ogni modo sono felicissima di questo accoppiamento. Ora che sto avendo modo di conoscerla meglio ne sono più che fiera. In apparenza potrebbe sembrare un accostamento strano ma in realtà siamo molto in sintonia. Io vorrei aspirare a essere come lei. È avanti! Una donna realizzata, arguta. Una voce incredibile.

 

Scriveresti una canzone per Orietta Berti?
Perché no?! Sarebbe una bella prova oltre che un onore.

 

Non hai mai partecipato a Sanremo, ti piacerebbe?
Sì, moltissimo. Un tassello che mi manca. Sarebbe una bellissima esperienza. Magari con Orietta.

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