L’Amore Merita
1 Aprile 2016
Che corpo hai? Scopri come valorizzarlo al meglio
6 Aprile 2016

L’amore

secondo Angelo Cruciani

Qualcuno affermò che la ragione ci fa vedere le cose come sono; il sentimento, come vorremmo che fossero.
E’ un mondo mosso dall’amore quello immaginato da Angelo Cruciani, fashion designer e street artist umbro, nella sua recente mostra LOVVISM.

Promossa da Expo 2015, la personale dell’artista ha avuto luogo al Ma-Ec di Milano, galleria d’arte contemporanea a pochi passi dal Duomo, dal 2 Luglio al 31 Agosto 2015.
Prima di LOVVISM, già nel 2012, l’artista a Rovigo presentò un’installazione con un grande cuore fatto di rocce che intendeva significare un omaggio alla Natura.
Nel 2014 organizzò un Flashmob con 20.000 cuori innalzati da un fiume di persone in Corso Buenos Aires a Milano, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo.
Ultimo step prima di LOVVISM è stata la performance-fashion ARMY OF LOVE di Pitti 2015 in cui
ha presentato dei soldati in total look Cruciani, dallo stile nazi-glam e queer, che intendevano proclamare un nuovo tipo di storia con ironia e sensualità.
La mostra, quindi, è stata il coronamento di questi tre anni vissuti dopo la lezione dell’amore e nasce da interrogativi profondi, legati imprescindibilmente alla spiritualità tipica dell’essere umano.
Cruciani si cimenta con diverse tecniche artistiche: abiti, timbri, inchiostri, vernici, fotografie ( in collaborazione con il fotografo Manuel Scrima) per veicolare il messaggio stesso dell’amore, protagonista della mostra.
“Volevo dare una carica creativa al tutto: la tecnica è stata sì necessaria, ma è passata in secondo piano. Ho immaginato il cuore come un modulo, da ripetere serialmente per creare energia, come gli atomi. Parlo di una vita vissuta “amore dopo amore” e intesa come possibilità: un sentimento di unione.” “Inoltre” – afferma l’artista – “l’amore può cambiare la storia: detesto il principio tipicamente occidentale del porsi dei limiti!”.
Nascono così timbri a forma di cuore che formano volti seduttivi; segni geometrici e numeri intesi come presenza di raziocinio e speranza in un mondo governato dalla violenza; tele dripping raffiguranti le bandiere delle nazioni, dove le stelle sono sostituite da piccoli cuori, in un dialogo immaginifico di seduzione tra le potenze mondiali; paesaggi cittadini intesi come cura nei confronti del prossimo.
Lovvism ha rappresentato, nella brillante carriera di Cruciani, un luogo destinato a far riflettere e sognare, nella speranza di un mondo migliore.
Noi di StarsSystem crediamo fortemente in questi valori e abbiamo voluto rivolgere alcune domande al designer/artista.

cruciani_2

Signor Cruciani, se dico amore, lei risponde?

“Amore” è la risposta. La risposta a tutte le domande, la medicina a tutte le paure.

Cosa pensa di come l’amore sia cambiato grazie alla tecnologia (app di incontri, social, chat)?

L’amore non è cambiato, è cambiato il modo di cercare l’amore. Desiderio, sogni, malizia stanno vivendo gli anni dell’indigestione: la possibilità di avere tutto e subito confonde gli animi e anche la possibilità di riconoscere le emozioni. Le persone cercano perfezioni inesistenti e si vendono sotto forma di stereotipi massificati per ottenere consensi e “like” su ogni fronte. La tecnologia non potrà mai cambiare l’amore, ma l’ingordigia umana può far perdere la bussola dei sentimenti. Siamo evoluti da un punto di vista tecnico ma nettamente involuti da un punto di vista sentimentale: basta controllare il tasso di fiducia globale verso l’umanità per capire che i cuori si stanno pietrificando.
Il mondo corre per difendere piccoli avidi orti fatti di cose, ma nessuno sa più credere nei sentimenti.
La tecnologia non cambia l’amore, sono gli uomini che l’hanno barattato con mille pigrizie. Un mondo che inizia e finisce nel nostro palmo.

E se oggi la tecnologia non esistesse, come sarebbe l’amore?

Una risposta impossibile da certificare. Ma credo che sicuramente saremmo più attenti agli sguardi piuttosto che al numero dei followers e dei like che crescono sui nostri profili. Ci ricorderemmo degli odori e dei dettagli di momenti semplici e magici. Ci cercheremo di più e parleremmo dal vivo, non sapremmo che cosa mangiano i nostri amici ogni giorno, ma magari ci ricorderemo del loro compleanno senza notifica di Facebook. L’amore ai tempi di Istagram sembra fatto di addominali e bocche strette che non son per lanciare baci.
Sicuramente la tecnologia è una possibilità per migliorare condizioni tecniche di sopravvivenza, ma non utile ai sentimenti, quest’immensa possibilità di scegliere non aiuta a scegliere e conoscere; schiavi di idee preconfezionate sui sentimenti che abbiam sempre più paura di assaggiare: anche queste in vendita nel supermarket che sta diventando il vivere.

L’essere umano di indole è poligamico o monogamo?

Io credo che l’indole dell’uomo sia animale. Se non ci fossero preconcetti morali, ideologici e religiosi credo che saremmo una grande famiglia promiscua e senza limiti. La natura del desiderio umano è spesso perversa e desidera di avere ciò che gli è proibito. Forse l’indole umana potrebbe essere semplicemente legata al concetto di amore e abbracciare la possibilità di aprire il cuore ad un mondo senza limite di sentimento. Monogami o poligami, credo che l’indole primordiale sia quella che nasce dall’esigenza di stare assieme, di essere vicini, di creare gruppi, famiglie e società.

Quale tipologia di amore maggiormente la rappresenta?

L’amore fraterno, quello con il quale cerco di interagire globalmente con tutti: accettare gli altri per le loro indoli e soprattutto nelle caratteristiche meno docili. Cerco di giudicare meno possibile e di capire le ragioni dell’altro. Con il tempo ho imparato ad amare di più la società ma soprattutto ad amare meglio le persone a me vicine non opprimendole delle mie aspettative. Purtroppo non ho il tempo di una volta per essere presente nella vita di tutte le persone che amo, ma questo momento è dedicato allo sperimentare un amore cosmico che abbraccia la vita in tutte le sue forme.

Ovviamente oltre ad essere un artista acclamato lei è un fashion designer.
La collezione primavera/estate della sua linea uomo Yezael parla di amore. Ce la vuole raccontare?

Yezael è una collezione nata per raccontare Angelo Cruciani, un bambino che giocava con le bambole e che continua a divertirsi con ogni forma di bellezza. Nel 2012 ho vissuto realmente un apocalisse e, nel suo apice, ho compreso che l’amore sarebbe stato il mio destino. Così, anche nelle collezioni uomo mi diverto a mostrare il lato più tenero della bestia più temibile del nostro pianeta. La dolcezza è un’eleganza che supera ogni etichetta di costume. Un uomo che sa mostrare le sue fragilità, porsi con ironia e affrontare la vita senza stereotipi, è un uomo che sa dare amore in tutto ciò che vive.
Le mie collezioni sono possibilità per gli uomini di non essere lo stereotipo del maschio ma di essere uomini “umani”.

Ci regaliamo fiori, scriviamo di amore sui muri. Perché?

Perché non abbiamo altra possibilità .
Vivere è amare… e spesso chi è arrabbiato e violento è perché sta vivendo una carenza affettiva. Vivo spesso tra persone che credono di soffrire per amore ed invece è l’assenza di questo che genera immensi dolori. Circoscrivere le emozioni nei nostri cuori poco allenati è spesso ardua impresa poiché cerchiamo di spiegare l’inspiegabile con le parole. L’amore si vive, non se ne dovrebbe parlare , ma tutti dovremmo raccontarne la nostra sfumatura. L’amore va espresso poiché senza amore non avremmo la coscienza di esser vivi.

cruciani_3b

Lorenzo Sabatini