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Stella Jean

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Stella Jean, 35 anni, stilista nata e cresciuta a Roma da madre haitiana e padre italiano (torinese come me) ha debuttato anche lei trionfando nel 2011 a “Who’s On Next”, competizione per stilisti emergenti sostenuta da Vogue Italia, di cui ci siamo trovati a parlare più volte.
Fa parte del calendario di Milano collezioni dal 2012. Le sue creazioni si contraddistinguono sempre per il richiamo all’etnico, che la rendono unica e riconoscibile sempre.
La sua ultima sfilata per l’inverno 16/17 è stata sicuramente una delle più suggestive che si sono viste, accompagnata da un coro Gospel, che ha trasportato lo spettatore in un viaggio emozionante.

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Qual è l’ispirazione della collezione?

Il parallelismo socio-antropologico ed artistico tra due espressioni iconografiche familiari e storiche, il Ritratto e la Maschera, attraverso la successione simmetrica di queste due ‘facce’ della stessa medaglia, proiettata a due latitudini temporali e geografiche diametralmente opposte.

Cosa non deve mai mancare nel tuo outfit quotidiano?

Una camicia bianca mannish.

A che tipo di donna hai pensato creando gli abiti?

A un tipo di donna che non vorrebbe essere “schedata” nella descrizione che potrei dar di lei rispondendo a questa domanda.

Come mai il coro gospel?

Perché la meravigliosa versione di “Pastime Paradise” di Stivie Wonder e “Amazing Grace”, per il finale, interpretate dalle voci del coro meticcio Soul Voices credo abbiano fortemente contribuito a render gli spettatori estremamente partecipi alla narrazione del mio racconto.

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Foto di apertura: Andrea Benedetti