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By Lorenzo Sabatini
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“So di essere una persona che sensibile lo è veramente e sono arrivato ad un punto in cui sopporto molto poco la superficialità. Sento il bisogno di fermarmi un po’, di osservare e capire”. E’ profondo il messaggio di Stefano Manetti, designer del brand di accessori Ne/No. Ci conduce immediatamente tra le sue tante fragilità, che sono contemporaneamente la sua forza.

Geometrie, design “tagliente”, un sapiente mix and match di pellami pregiati: questo il dna stilistico del suo brand di accessori, fondato con Nicola Cuppone. Noi di Stars System magazine abbiamo avuto il piacere e l’onore di conversare con il designer Stefano, invitandolo a descriversi senza freni inibitori. Stefano si è dimostrato un fiume in piena dal punto di vista creativo e prettamente umano: un designer che non ama molto alcune dinamiche di convenevoli del fashion system, ma che arriva dritto al cuore.

Stefano è fiorentino, classe 1983. La sua formazione avviene nel capoluogo toscano, dove frequenta il Liceo Poggio Imperiale. Una figura centrale della sua vita è l’amata nonna, appassionata d’arte. Egli, grazie alla sempre maggiore fascinazione dell’arte, si sposta nella capitale meneghina per frequentare un corso di Fashion Design presso l’Istituto Marangoni. Dopo Milano torna nella sua Firenze, dove si diploma al Polimoda.

Gli studi in istituti così prestigiosi gli valgono ben presto una collocazione nel sistema moda: Stefano è un accessories designer, sì, ma ancor prima un artigiano, pertanto un grande narratore. Dall’incontro con Nicola Cuppone nasce il brand Ne/No: accessori per personalità decise che prestano molta attenzione al dettaglio e alle rifiniture ineccepibili. L’ispirazione per le collezioni Ne/No è molteplice: può trattarsi di una particolare opera d’arte suggeritrice di nuove proposte di design, oppure di un testo che descrive ambientazioni e oggetti, e l’interpretazione di quest’ultimi è resa con twist iper-contemporanei.

Che rapporto hai con il tuo corpo?

A volte ostento la mia fisicità. Alcuni dicono sia bellezza, ma io bello mi sento solo quando sono armonico dentro. Tra la bellezza, comunque, ci sono cresciuto. Stavo in un casale di campagna qua, in Toscana, e mia nonna mi ha insegnato a cogliere i dettagli, a cercare la ‘poesia’ in tutto. Lei ha riconosciuto le mie capacità e io le ho sviluppate. Noi due eravamo molto simili. Adesso che è morta, la mia anima porta un grande peso.

Fin dove ti sei spinto in vita tua?

Non nego che la mia curiosità mi abbia portato a provare molte cose, e non nego che alcune di queste mi piacciano. Tuttavia non ne sono mai diventato dipendente. C’è un tempo per tutto.
Ho fatto tante cose sciocche, ho provato disgusto. Sono pieno di conflitti: posso amarmi e dopo poco odiarmi! Se dovessi stare a scrivere tutto quello che sono, che ho fatto, che ho provato, vi annoiereste. Credo che la mia anima sia invecchiata troppo in fretta, forse ha più dei 33 anni anagrafici.

Mi salva il Peter Pan che ho dentro, il mio “io” bambino, che vuol continuare a sperare, a credere e a meravigliarsi di ciò che vede attorno a sé. Parlo di stimoli ed emozioni…vivo per questo. Ho anche un lato malinconico…per via della bellezza, di un vissuto, dei ricordi!

Anche se non è mai semplice, come definiresti il tuo carattere?

A primo impatto sembro freddo perché osservo tutto. Ho bisogno di studiare ogni cosa. Non mi sbaglio mai sulle persone. Ma ho una fragilità che mi porto addosso da sempre, da quando qualcuno, anche diversi, in un passato che ora appare lontano mi ha ferito. Per loro non ero abbastanza bravo, abbastanza bello: non ero abbastanza. Come se la bellezza fosse l’unica cosa che conta. Viviamo purtroppo in un mondo superficiale, e io mi sono fatto colpire.

Ora cerco di volermi bene, ed è un lavoro continuo. Cerco di andare oltre ed essere forte, anche se non è facile. Dentro si rimane insicuri per sempre. Alla fine la vera svolta è imparare a trasformare le proprie debolezze in punti di forza. Mi dispiaccio, a volte, di non avere sempre la parola giusta al momento giusto, e risulto un po’ fuori luogo, un po’ pazzo, quello che ha sbalzi d’umore. Vorrei smettere di trascinarmi dietro le cose non vissute, e smettere di non riuscire a stare accanto alle persone per come vorrebbero. Io mi perdo in un bicchiere d’acqua, ne sono perfettamente consapevole, però è quello che sono!

Qualche anticipazione su Ne/No: novità del tuo brand.

Abbiamo preparato sette modelli utilizzando come materiali pelle di cavallino, vitello e agnello, tutti con colori che fra di loro stanno a contrasto armonicamente. (C’è la pelle argento, ad esempio, in lotta con le righe bianche e nere del cavallino). Si tratta di modelli sia maschili che femminili, dato che ci sono pezzi più piccoli e pezzi di grandi dimensioni. Eccetto una creazione che è prettamente ‘donna’, tutti gli altri sono no-gender! E lanceremo per la prima volta anche un portafogli. Sono stato in Marocco e ho visitato alcune aziende e concerie. Vorrei intraprendere un nuovo progetto con loro a Marrakech.

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