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By Luca Forlani
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Tra i concorrenti di Ora o mai più sta riscuotendo ottimi consensi Silvia Salemi. Voce potente, timbro personale e una capacità interpretativa che conquista le hanno permesso di vincere la seconda puntata del programma e di risultare, in entrambe le serate, la cantante più votata dai temutissimi coach. Un gradito ritorno alla musica dopo anni dedicati alla famiglia e alla conduzione televisiva. Silvia è un’artista che il successo l’ha conosciuto pienamente. Un successo arrivato potente quando aveva appena 18 anni. Siamo nel 1997, si classifica quarta al Festival di Sanremo con A casa di Luca. Una canzone che diventa un tormentone. Dopo Sanremo vende 1000 dischi al giorno, una cifra oggi impensabile. Poi seguono cinque album, altri due Sanremo e una decisione coraggiosa: ritirarsi per sposarsi e formare una famiglia. Una scelta rara nell’ambizioso e spietato mondo dello spettacolo…

Cosa rappresenta per lei Ora o mai più?

È la mia filosofia di vita. Ho imparato che bisogna saper cogliere le occasioni al volo. Mi sono ritirata in un momento positivo della mia carriera: ero appena tornata al Festival di Sanremo con Nel cuore delle donne e avevo un’età in cui solitamente si canalizzano tutte le energie per raggiungere la consacrazione. Io, invece, ho deciso di privilegiare l’amore e la famiglia. Dopo due mesi da quel Sanremo 2003 ho conosciuto colui che poi è diventato mio marito. Non ho avuto dubbi, era giunto il momento di prendersi una pausa dalla carriera e formare una famiglia. Sono cresciuta con dei valori saldi, i miei genitori sono sposati da 48 anni.

 

Le è mancata la musica negli anni in cui si è stata lontana dalle scene?

La mia è stata una scelta consapevole. A 25 anni avevo già pubblicato 5 dischi. Ho iniziato a lavorare seriamente a 16 anni. Ero cresciuta in fretta, sentivo la necessità di formare una famiglia. L’unico rimpianto che ho è di non aver fatto il terzo figlio.

 

Il programma si pone l’obiettivo di rilanciare artisti finiti nel cono d’ombra. Lei, in questi ultimi anni, è stata invece molto presente in televisione…

Quando sono rientrata ho avuto la fortuna di fare una cosa alternativa alla musica ovvero la conduzione televisiva. Mi sono però un po’ allontanata dalla musica. Con Ora o mai più torno a cantare. Sono felice di partecipare allo show del sabato sera di RaiUno e di dividere il palco con artisti che hanno fatto la storia della musica italiana.

Come si trova con la sua coach Marcella Bella?

È una leonessa, una vera forza della natura. Ha una carriera meravigliosa. Penso che tra tutti i coach sia quella più adatta a me, abbiamo molti tratti in comune: siamo due donne, entrambe siciliane, e pur amando il nostro mestiere abbiamo messo al primo posto la famiglia.

 

Alle sue figlie ha trasmesso la sua passione per la musica?

È stata una loro libera scelta avvicinarsi alla musica. Tuttavia, mi auguro possano trovare la loro strada al di fuori del mondo della canzone. Come madre preferirei che non si facessero affascinare dalla mia professione. È un lavoro molto difficile, oggi più che mai.

 

Il successo può essere pericoloso?

Il successo è quella porta necessaria da aprire per creare quello che viene dopo. Può arrivare un successo ancora più grande oppure uno inferiore ma finché non si apre quella porta è tutto incerto e paludoso.

Ora o mai più racconta luci e ombre di una professione di cui forse in questi anni si è data un’immagine troppo illusoria, non crede?

Rappresenta lo show del secondo tempo della vita di alcune persone e la gente tende a identificarsi. Anche chi ha avuto grande successo può conoscere il buio. L’idea è però quella di ribaltare questa situazione e di dare una nuova chance.

 

Se non dovesse vincere lei, quale tra i suoi colleghi le piacerebbe possa raggiungere questo traguardo?

Premetto che stimo tutti i miei colleghi. Mi auguro però che Jessica Morlacchi possa ritrovare il successo che merita. Come ha dichiarato in trasmissione, esce da anni molto difficili. È una ragazza splendida, ha talento e spero abbia l’opportunità di esprimere tutta la sua straordinaria vitalità.

 

Cosa si augura da Ora o mai più?

Non tanto di vincere bensì di divertirmi. Bisogna imparare a godersi la vita attimo per attimo. Vorrei dire ai giovani, impegnatevi, mollate i cellulari e godetevi la vita, ora o mai più!

Come ha iniziato a cantare?

Mia sorella è morta quando avevo 2 anni. Il trauma mi ha bloccato la parola per alcuni anni, poi ho iniziato a comunicare con il mondo attraverso il canto. La musica mi ha aiutato tanto. A 11 anni ho iniziato a partecipare ai primi concorsi e a esibirmi nei pianobar. Nel 1993 ho vinto una puntata del karaoke condotto da Fiorello. Un impresario mi ha notato e mi ha portato al Festival di Castrocaro. Il primo anno è andata male mentre il secondo anno, nel 1995, ho vinto. Il regolamento prevedeva l’accesso diretto alla sezione giovani del Festival di Sanremo. Da lì è iniziata la favola.

 

Il mercoledì sera è in onda in seconda serata su Retequattro con Piccole luci. Un programma che racconta storie di persone che hanno trovato il coraggio di rialzarsi…

Il titolo della trasmissione l’ha dato mia madre. Mi ha insegnato che un grande dolore può essere seguito da una gioia meravigliosa. Quando ha scoperto che avrebbe perso una figlia, poco dopo ha saputo che era incinta di me. Io sono stata per i miei genitori quella piccola luce.

Ph: Alessandro Bachiorri
Location: Fluendo

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