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By Lorenzo Sabatini
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16R Firenze è il progetto satellite, ma non per questo secondario, dello storico Maglificio Caponi. Romina Caponi ha fondato il brand nel 2016. Pisana, studia nel settore dell’ arte e della moda. Affascinata da sempre dalle forme di creatività materiche, si forma nella storica azienda di famiglia che dagli anni ’70 lavora nel settore della maglieria e del jersey.

Gli anni Novanta sono segnati da importanti collaborazioni con brand di rilievo come Roberto Cavalli e Versace. Ad oggi Romina collabora con diversi brand come consulente e porta avanti il suo progetto personale. 16R è un nome magico per la creativa: corrisponde alla sua data di nascita e quella del fratello, perso in adolescenza. Il brand incarna un gusto a cavallo tra contemporaneità e folk. La donna che indossa 16R è viaggiatrice e non teme di farsi notare indossando abiti vistosi con stampe grafiche, che coniugano le tecniche industriali con la mano d’opera dell’artigianato italiano.

Qual è stato l’aspetto più stimolante e quello che più ti ha messa in crisi nel reinterpretare l’heritage familiare del Maglificio Caponi per poi codificarlo nel tuo brand?

16R corrisponde alla mia data di nascita “16″ e da questo parte anche la sua storia. Ha un suo Dna ben preciso che fa ovviamente parte del mio stile, molto indipendente dall’heritage familiare. Dal mio passato ho colto l’esperienza, la passione verso quest’arte, e la manodopera che sicuramente mi hanno aiutato a sviluppare al meglio la mia  creatività e stile di oggi.

Qual è stato l’aspetto più stimolante e quello che più ti ha messa in crisi nel reinterpretare l’heritage familiare del Maglificio Caponi per poi codificarlo nel tuo brand?

16R corrisponde alla mia data di nascita “16″ e da questo parte anche la sua storia. Ha un suo Dna ben preciso che fa ovviamente parte del mio stile molto indipendente dall’heritage familiare. Dal mio passato ho colto l’esperienza, la passione verso quest’arte, e la manodopera che sicuramente mi hanno aiutato a sviluppare al meglio la mia  creatività e stile di oggi.

 

Una domanda intima: cosa ti ha insegnato la sofferenza?

La sofferenza purtroppo ci aiuta a vedere oltre, credo che sia sempre meglio viverla il più tardi possibile, non è mai bello vivere un dolore profondo, ma sicuramente sia dagli errori che dalle grandi perdite a volte capiamo chi siamo e di cosa abbiamo veramente bisogno.

 

Tornando ai tuoi successi: la partecipazione ad Altaroma e la benedizione di Silvia Venturini Fendi. Raccontami di come è successo.

Ringrazio di questo incontro Simonetta Gianfelici, una donna di grande stile e talento che fin da subito ha saputo apprezzare con amore la mia collezione, dandomi la possibilità di partecipare infine ad Altaroma e di conoscere Silvia Venturini Fendi.

A chi vive un impulso creativo fatto di forti contrasti come il tuo, cosa consiglieresti per non soccombervi, ma per trasformarlo in una grande creatività, come sempre accade nel tuo brand?

Il mio Brand corrisponde alla mia personalità, per me molto facile conviverci ed è naturale esserlo, forse per me sarebbe difficile il contrario.

 

Da dove nasce la tua fascinazione per il folk?

Amo tantissimo viaggiare, soprattutto verso popoli e paesi di diversa etnia. Il folk rappresenta per me quel tocco autentico, fatto  spesso anche da mani povere ma di grande cultura che riescono sempre a dare una nota di colore e positività ai loro oggetti.

 

Il tuo core è la maglieria: un lato inesplorato dell’abbigliamento che ti piacerebbe creare?

Da sempre collaboro con altre importanti maison come designer freelance, dove creo collezioni total look sia uomo che donna. 16R però esprime il mio amore primordiale e da cui sono appunto voluta ripartire.

 

Qualche curiosità per conoscerti meglio: il tuo film, libro e cantante preferito?

La ragazza con la valigia con Claudia Cardinale, Il piacere  di Gabriele D’annunzio, Nina Simone .