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Paola Turci

turci_1Paola Turci è una straordinaria interprete della musica Italiana e ce lo sta dimostrando da più di un ventennio. Quella splendida voce da contralto, la capacità di rinnovarsi negli anni e un indubbio magnetismo ne hanno fatto un’artista trasversalmente amata.
Riconosciuta dal mondo gay e soprattutto da quello lesbo come icona, ci racconta i suoi progetti e il suo nuovo album “Io Sono” che sta per partire con il tuor invernale.
Amica e collega di Mia Martini ha condiviso con lei anche un premio della critica a Sanremo.

Che rapporta hai con la moda?

Un buon rapporto, non ossessivo e di grande piacere. Sono un’esteta, quindi mi diverte. Non amo le tendenze, però mi piacciono gli abiti e i vestiti.

Stilista preferito?

Amo Romeo Gigli, perché posso dire di essere cresciuta con lui, mi ha vestita per tanti anni e mi sono sempre trovata a mio agio dentro le sue creazioni, nonostante io non abbia la struttura fisica per i suoi abiti ovvero alta, magra e con poche spalle. Con lui ho trovato il mio mondo. Devo dire che allo stesso modo amo anche Alaia.

 

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Stai per partire con il tour adesso, come si sviluppa?

Sto partendo con il tour teatrale in quanto quello estivo è terminato a settembre. Per ora abbiamo una decina di date tra cui Roma al Teatro Quirinetta. Sono molto carica, perché i teatri sono l’approdo per questo lavoro pensato per questo tipo di spazi. Mi piace ricreare anche dei momenti quasi ipnotici.

Come sei diventata un icona lesbo?

Icona … mi piacerebbe, me lo dicono e mi fa molto piacere. Ne parlavo qualche giorno fa, mi sono ritrovata fin da subito ad avere un pubblico gay. Infatti tutti pensavano che fossi lesbica, al punto che mi destabilizzava all’inizio, in quanto avevo solo vent’anni e quasi non sapevo cosa significasse. Ero parecchio ingenua quando ho iniziato a fare questo mestiere, nonché neofita sull’argomento. Poi ho capito che mi faceva piacere che mi corteggiassero le ragazze, sapere che ero il loro riferimento . Un po’ come fanno gli uomini con le donne più belle del mondo.
Molte mi hanno confessato di aver preso coscienza della propria omosessualità attraverso me e le mie canzoni. Questo mi fa sentire amata.
Il 12 dicembre sarà il ventesimo raduno del mio Fans club, che sarà come di consueto a Roma dove molte coppie si sono formate. Le limonate tra donne o tra uomini mentre suono, mi garbano!

Vedi ancora Sanremo nel futuro?

Perchè no. Mi piace. Ogni anno però alla fine mi ritrovo impreparata, forse inconsciamente non me lo vedo più nella mia dimensione. Ho voglia di farlo, però quando arriva, mi rende insicura. Sto diventando la classica cantante che si fa parecchi scrupoli prima di fare un disco.
C’è anche la presa di coscienza che ne ho fatti nove e per me è un’istituzione, rimane il più grande passaggio per la musica Italiana. Ci sono nata e ci sono cresciuta. Mi ha dato due premi della critica ed una vittoria che non dimenticherò mai. Mi ha fatto fare degli incontri indimenticabili come quelli con Mia Martini e Fiorella Mannoia.

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Meglio la vita a vent’anni o a cinquanta?

Probabilmente meglio la vita a cinquanta. Se si potesse avere qualcosa che a vent’anni si ha ma non si capisce sarebbe l’ideale.
Ci vedi di meno ma ci vedi più.

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Ph: Marco Magliocchetti